Secondo i magistrati, i fatti non configurano reati. Le flessioni possono essere considerate al limite inopportune ma non vessatorie

La Procura della Repubblica di Salerno ha archiviato l’indagine aperta dopo che, nel mese di aprile dell’anno scorso, era uscito il caso del professor Nicola Maffulli, che era stato accusato di obbligare gli specializzandi a fare flessioni se in ritardo alle lezioni.

Secondo i magistrati, i fatti non configurano reati. Le flessioni possono essere considerate al limite inopportune ma non vessatorie, scrive il Corriere della Sera.

L’Università di Salerno ha reintegrato Maffulli nel ruolo di coordinatore della Scuola di specializzazione in Ortopedia e Traumatologia dalla quale era stato momentaneamente sospeso.

Il professore spiega che quelle flessioni, diffuse anche attraverso alcuni video sui social, non erano un’imposizione ma un modo per far capire, l’importanza della puntualità.

di: Alice GEMMA

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