PROTESTA TRANSFEMMINSITA FESTIVAL CINEMA VENEZIA

Alcune realtà transfemministe hanno manifestano contro la presenza di registi coinvolti in procedimenti penali per violenza sessuale e abusi

Protesta al Festival del Cinema di Venezia . Alcune realtà transfemministe del Veneto hanno realizzato un flash mob e urlato «Spegnete i riflettori sugli stupratori». Le manifestanti hanno diffuso un volantino in cui si segnala la presenza alla Biennale di tre registi coinvolti in processi per violenze sessuali abusi, anche nei confronti di minori: Woody Allen, Roman Polanski e Luc Besson.

«Quest’anno la Biennale del cinema di Venezia ha scelto di dare spazio a registi coinvolti in vicende di violenze sessuali contro donne, anche minorenni -si legge nel volantino, scritto sia in italiano, sia in inglese – Le scuse, accampate dal direttore della Mostra Alberto Barbera, seguono il vecchio copione della distinzione tra uomo, responsabile davanti alla legge, e l’artista il cui genio non è mai giudicabile poichè superiore e libero da responsabilità terrene. Non fareste mai sfilare sul red carpet chi ha agito, solo per citare gli ultimi casi, gli stupri di Palermo, Caivano e Milano. La Biennale sceglie di non interessarsi alla questione, ma noi sappiamo che lo spazio per parlare di violenza di genere è ovunque perché ovunque accade. Denunciamo oggi la condotta di luoghi come la Mostra di Venezia, che dovrebbe veicolare la cultura del consenso, del rispetto e del credere a chi subisce la violenza ma che di fatto scelgono di continuare a legittimare la cultura dello stupro».

«Questa sera insieme a molte realtà transfemministe venute da tutto il Veneto abbiamo voluto interrompere il red carpet di Woody Allen alla Mostra del Cinema per denunciare la scelta di lasciare lo spazio e i riflettori di tutto il mondo a personalità del calibro di Luc Besson, Roman Polanski e lo stesso Woody Allen – si legge nel post su Instagram del Laboratorio Occupato Morion3 registi accusati di molestie sessuali e stupro. Troviamo inaccettabile che la Mostra del Cinema accolga 3 abusatori seriali su una delle passerelle più famose del mondo in nome di un estro artistico a cui tutto è concesso. Come troviamo inaccettabile che uomini come Luca Barbareschi si permettano di prendere parola pubblicamente durante una conferenza stampa della Mostra del Cinema per screditare tutte le attrici che denunciano le molestie e le aggressioni subite lavorando sul set. Non possiamo più accettare queste uscite apertamente sessiste, perché sono la diretta causa della normalizzazione della cultura dello stupro che denunciamo ogni giorno».

«Ogni scelta, in quanto tale, presuppone uno schieramento – continua il post – Siamo convinte che invitare degli stupratori a solcare il tappeto rosso della Mostra del Cinema vuol dire alimentare la cultura dello stupro e screditare tutte le vittime di violenza di genere. E questo semplicemente non è giusto».

«Siamo attiviste provenienti da tutto il Veneto, tra cui Centro sociale Morion di Venezia e Non una di meno – ha dichiarato un’attivista a margine del flash mob, riporta l’ANSA- per protestare la scelta, richiamare l’attenzione sulla presenza sul red carpet di persone che hanno 17 capi di accusa in un paese dove ci si scandalizza del fatto che 7 ragazzi in branco stuprano una minorenne invece fa parte della cultura dello stupro».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/FRANCESCO GALLO

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