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Riparte il dialogo tra i due Paesi, anche a livello militare

A San Francisco il presidente americano Joe Biden ha incontrato il suo omologo cinese Xi Jinping per un vertice che si è tenuto in una location tenuta segreta fino all’ultimo, la storica tenuta Filoli, 40km a sud della città. Un colloquio che ha sancito la ripresa del dialogo tra i due Paesi storicamente rivali su tutti i livelli, compreso quello militare.

In un faccia a faccia che è sembrato un segnale di disgelo, Biden ha detto a Xi che occorre “fare in modo che la competizione non sfoci in conflitto” e che occorre “gestirla responsabilmente”.

Xi ha aggiunto: «il mondo è abbastanza grande per la convivenza e il successo di Cina e Stati Uniti. Le relazioni bilaterali fra i due Paesi sono le più importanti e sarebbe irrealistico per una delle parti cercare di rimodellare l’altra. Voltarsi le spalle non è un’opzione». Xi ha aggiunto che le relazioni tra i due Paesi non sono mai state facili “negli ultimi 50 anni” ma ha sottolineato come siano sempre “andate avanti” nonostante i diversi problemi da affrontare. «La Cina non ha alcun piano per sostituire gli Stati Uniti e gli Usa non dovrebbero avere piani per sopprimere la Cina. I due Paesi dovrebbero promuovere una cooperazione reciprocamente vantaggiosa» ha concluso.

I due leader hanno affrontato il delicato tema di Taiwan. Xi ha dichiarato che la riunificazione tra Cina e Taiwan è “un processo inarrestabile” e rappresenta “la questione più importante e delicata nelle relazioni fra Cina e Usa”. «Gli Stati Uniti dovrebbero intraprendere azioni concrete per onorare il proprio impegno di non sostenere l’indipendenza di Taiwan, smettere di armare Taiwan e sostenere la riunificazione pacifica della Cina». Biden ha replicato che la posizione Usa è di “mantenere la pace, la stabilità e lo status quo a Taiwan, chiedendo a Xi di rispettare il processo elettorale in corso”.

Al termine della conferenza stampa, Biden ha dichiarato che “Xi Jinping è un dittatore nel senso che è colui alla guida di un Paese comunista” e ha messo in evidenza con il presidente cinese “l’universalità dei diritti umani e la responsabilità di tutti i Paesi a rispettare gli impegni internazionali sui diritti umani”. Era stato proprio Biden in passato a definire Xi “dittatore.

Xi ha chiesto che gli Usa rimuovano le sanzioni unilaterali imposte dagli Usa, che “in materia di controllo delle esportazioni, verifica degli investimenti e sanzioni unilaterali danneggiano gravemente gli interessi legittimi della Cina”. Inoltre ha dichiarato che è “importante che gli Usa prendano sul serio le preoccupazioni della Cina e adottino passi tangibili per revocare le sanzioni unilaterali in modo da fornire un ambiente equo, giusto e non discriminatorio per le imprese cinesi”. Lo sviluppo e la crescita della Cina, “guidati dalla sua logica intrinseca, non saranno fermati da forze esterne”, ha aggiunto Xi.

Il presidente cinese ha inoltre espresso vicinanza agli Usa per i danni causati dal Fentanyl, oppiaceo che viene prevalentemente sintetizzato in Cina: «vorrei farvi sapere che la Cina è profondamente solidale con il popolo americano, soprattutto con i giovani, per le sofferenze che il Fentanyl ha inflitto loro. Il presidente Biden e io abbiamo concordato di istituire un gruppo di lavoro sulla lotta al narcotraffico per promuovere la nostra cooperazione e aiutare gli Stati Uniti a contrastare l’abuso di droga».

C’è intesa sul clima: Usa e Cina hanno firmato, poche ore prima del vertice, una dichiarazione comune che sancisce l’impegno a lavorare insieme intensificando la cooperazione sul metano e collaborando per triplicare l’energia rinnovabile entro il 2030.

di: Micaela FERRARO

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