Il capo del Cremlino ha definito “obsoleti” i missili Patriot promessi da Washington a Kiev
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di volere la fine della guerra in Ucraina il prima possibile e così facendo ha parlato per la prima volta del conflitto chiamandolo con il suo nome (fino a oggi dalla Russia è sempre stato definito “operazione speciale”).
«Il nostro obiettivo non è far girare il volano di un conflitto militare, ma al contrario porre fine a questa guerra. Ci stiamo impegnando per questo e continueremo a farlo – ha affermato il capo del Cremlino – Ci impegneremo per garantire che questo finisca e ovviamente prima è e meglio è».
Dopo la visita del presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Washington, Putin ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea Patriot che gli Stati Uniti dovrebbero fornire a Kiev sono “obsoleti” e che Mosca è in grado di trovare “un antidoto”.
Putin ha, poi, aggiunto, che “tutti i conflitti armati finiscono in un modo o nell’altro con un qualche negoziato sulla pista diplomatica“. Mosca, secondo il presidente russo, non ha “mai rifiutato” il dialogo, ma sarebbe stato il governo ucraino a “proibire” i negoziati.
Il presidente della Federazione russa ha, inoltre, dichiarato che lunedì o martedì firmerà un decreto in risposta al price cap sul petrolio russo deciso dall’Ue. Lo ha riferito Ria Novosti. «Sapete, il decreto penso che lo firmerò lunedì o martedì. Si tratta di misure precauzionali» ha dichiarato Putin.
Il G7 discute la pace
Il segretario di Stato americano ha detto di aver discusso la proposta di pace dell’Ucraina con i suoi colleghi del G7 dopo la visita di Zelensky a Biden. «Posso solo dirvi che stiamo valutando ciò che ha proposto. Stamattina ero in video con i nostri partner del G7. E questa è una delle cose di cui abbiamo parlato. La formula di pace di Zelensky è un buon inizio. Sono cose che tutti dovrebbero essere in grado di sottoscrivere», ha detto Blinken ai giornalisti.
Zelensky intanto è tornato a Kiev: è apparso al suo tavolo di lavoro nell’ultimo video, mentre diceva che è tornato nel suo ufficio e continua a lavorare “verso la vittoria”.
Al fronte: auto esplode a Melitopol
Gli occupanti russi a Mariupol hanno demolito metà del Teatro d’arte drammatica della città. Lo riportail consigliere del sindaco in esilio, Andryushchenko. Un attacco russo è in corso su Kharkiv, dove è stata udita una forte esplosione alla periferia della città. Lo ha denunciato il governatore della regione.
Un’auto è esplosa all’ingresso del parco cittadino M. Gorky di Melitopol causando due feriti, uno dei quali in gravi condizioni.
Tensione internazionale
La Corea del Nord ha respinto le accuse riguardanti presunte forniture di armi coreane alla Russia arrivate ieri dagli Stati Uniti. Lo riferisce l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap che riporta una dichiarazione del ministero degli Esteri, nella quale i report sono definiti “inventati”.
Usa: “500mila soldati del gruppo Wagner in Ucraina”
Nel frattempo dagli usa arrivano nuove indiscrezioni sul gruppo Wagner. Secondo il portavoce del Consiglio della sicurezza nazionale statunitense John Kirby, la milizia privata russa spenderebbe circa “100 milioni al mese per la guerra” in Ucraina, dove avrebbe dispiegato “500mila uomini, di cui 10mila contractor e 40mila detenuti reclutati dalle carceri russe”.
«I combattenti Wagner hanno svolto un ruolo fondamentale a Bakhmut (visitata da Zelensky nei giorni scorsi, NdR)» ha aggiunto Kirby.
di: Francesca LASI
aggiornamenti: Micaela FERRARO
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