Borrell esprime disappunto per il mancato rinnovo dell’accordo del grano
Arrivata al giorno 510 la guerra in Ucraina continua senza soluzione di continuità, nella notte un radi ha colpito il porto di Odessa causando danni al porto. Lo riporta il commando operativo delle forze di Kiev, che spiegano che i missili russi sono stati abbattuti, ma “i frammenti dei missili abbattuti e l’onda d’urto dell’abbattimento hanno danneggiato alcune infrastrutture portuali e diverse abitazioni private“. Un uomo è stato ferito e trasportato in ospedale.
Secondo quanto riportato dal ministero della Difesa di Mosca citato da Ria Novosti “la notte scorsa le forze armate russe hanno lanciato un attacco di ritorsione con armi ad alta precisione contro strutture in cui si stavano preparando atti terroristici contro la Russia utilizzando imbarcazioni senza equipaggio, nonché nel luogo della loro fabbricazione a un cantiere navale vicino alla città di Odessa“, il ministero ha aggiunto che “nell’area di Mykolaiv e Odessa, sono stati distrutti depositi di carburante per circa 70mila tonnellate, che fornivano carburante alle forze armate ucraine” e “tutti gli obiettivi pianificati per l’attacco sono stati colpiti. Sono stati registrati incendi e detonazioni sugli oggetti distrutti“.
Intanto in merito all’attacco avvenuto ieri, 17 luglio, al ponte di Crimea la Russia ha annunciato l’intenzione di verificare il possibile coinvolgimento dei servizi segreti occidentali, in particolar modo quelli del Regno Unito. Lo ha dichiarato Dmitry Polyansky, il primo vice rappresentante permanente della Federazione Russa presso le Nazioni Unite durante una riunione del Consiglio di sicurezza.
Secondo il presidente del Consiglio Ue Charles Michel “gli attacchi della Russia a Odessa devono essere visti per quello che sono: ‘missili alimentari’ letali che colpiscono direttamente la sicurezza alimentare globale e i più vulnerabili del Sud del mondo. Tutto questo deve finire ora“.
Stoltenberg incontra Meloni e ringrazia l’Italia su Twitter
Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg dopo aver incontrato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto su Twitter: «un grande piacere incontrare la premier Giorgia Meloni di nuovo dopo il vertice Nato della scorsa settimana. Ho ringraziato l’Italia per il suo contributo chiave alla Nato e l’incrollabile supporto all’Ucraina. Abbiamo discusso della risposta della Nato alle sfide in ogni direzione, incluso il terrorismo e l’instabilità sul fronte Sud».
Mancato rinnovo accordo del grano, le reazioni
Secondo l’Alto rappresentate dell’Unione europea Josep Borrell il fallimento dell’accordo sul grano “è una disgrazia che mette a rischio milioni di vite“, però “non è stata una sorpresa“.
Secondo il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani con questa decisione “Putin si è infilato in una strada da cui non riesce a uscire e continuo a pensare che l’unica potenza che oggi può avere la forza di spingere Putin verso una traiettoria diversa rispetto a quella presente sia la Cina. Su questo fronte qualcosa è lecito aspettarsi“.
Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha commentato la decisione russa sostenendo che Mosca “abbia deciso di prendersi un’enorme responsabilità di fronte a molti Paesi. Penso a Paesi mediorientali, africani, asiatici che dipendono molto da questo accordo e riceveranno un impatto da questa azione unilaterale della Russia. E seconda cosa penso che per coloro che stavano ancora dubitando della sincerità del presidente Putin e del suo impegno per il bene comune la risposta è molto chiara: ha deciso di usare il cibo come un’arma e penso che questo sia un enorme errore“. “La nostra responsabilità – ha poi aggiunto l’inquilino dell’Eliseo – è quella di lavorare da vicino per agevolare l’uscita di grano, cereali, fertilizzanti“.
Dalla Russia la posizione è netta. Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, ha dichiarato che la posizione dei Paesi europei intorno all’accordo del grano “dovrebbe essere definita senza vergogna” e ha aggiunto che “le forniture di grano dalla Russia all’Africa saranno discussi al vertice di San Pietroburgo“, inoltre Mosca “è pronta a sostituire la fornitura di grano ucraino ai Paesi che ne hanno bisogno gratuitamente“.
Secondo Peskov l’esportazione di cereali ucraini sul Mar Nero senza le “adeguate garanzie di sicurezza” che la partecipazione Russa garantiva potrebbe portare a “rischi“, dato che si tratta di “una zona che è direttamente vicina all’area di combattimento” e dunque “se qualcosa viene formalizzato senza la Russia, allora questi rischi dovrebbero essere presi in considerazione“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/IGOR TKACHENKO