Il racconto della cameriera e la lettera aperta di denuncia di razzismo

Agrigento, Sicilia, 2023.

Una donna di mezza età entra in un ristorante, guarda il menù, chiede alla giovane cameriera di colore se la chef fosse “neg.. di colore”. Le viene detto di sì. Lei si alza e afferma di non voler più cenare: prende le sue cose e se ne va. Sembra l’inizio di un film in prima serata ma è una storia vera. È successo al ristorante Ginger People&Food di Agrigento e a raccontarlo è il referente della cooperativa sociale Al Kharub che gestisce il locale, Carmelo Roccaro. In quella che intitola “lettera a una sconosciuta” postata sulla sua pagina Facebook, Roccaro scrive: “sei entrata di fretta, con il tuo compagno, capelli brizzolati. Sei stata accolta con il sorriso dalla nostra Karima, addetta di sala, giovane ragazza di seconda generazione, grande lavoratrice, che ti ha fatto accomodare dove volevi tu. Dopo qualche minuto ti ho visto alzare da tavola, disturbata, e dirigerti verso l’uscita. Ti sono venuto incontro per capire cosa stesse succedendo ma non mi hai degnato di uno sguardo e, alquanto seccata, non hai neanche risposto al mio saluto e sei andata via, così. Karima mi guardava con gli occhi sgranati e a bocca aperta dicendomi ‘dopo avere visto il menù la signora mi ha chiesto se per caso la proprietaria del ristorante fosse una signora neg… di colore. E alla mia conferma si è alzata dicendo che non voleva più cenare qui…“. La chef denigrata si chiama Mareme Cisse, è una cuoca premiata. La lettera prosegue: “io non conosco chi sei, la tua storia, i tuoi problemi e non oso nemmeno giudicarti. So solo che ho sentito, una grande tristezza nel cuore. Ieri sera ho preso consapevolezza di quanto profondo e radicato sia questo sentire che emerge dal lato oscuro delle persone. Ma noi ci siamo proprio perché esistono persone come te“.

Sul sito web del ristorante, sito nel centro storico della Città dei Templi, capitale della cultura italiana 2025, si legge che Ginger è “cibo d’Africa e di Sicilia e, soprattutto, vita e storie di donne e di uomini; è il nostro credere che sia possibile vivere in una società più inclusiva, colorata e aperta verso il futuro“. Una società inclusiva, colorata e aperta verso il futuro come sognava Michela Murgia, a cui abbiamo appena detto addio. Un sogno che per il momento sembra destinato a rimanere tale.

di: Micaela FERRARO

FOTO: SHUTTERSTOCK