La Consulta sblocca lo stallo: gli 007 andranno a giudizio

Era stata chiamata dal Tribunale di Roma sulla possibilità di superare lo “stallo” processuale data l’assenza degli imputati, e così è stato. La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo l’articolo 420-bis comma 3 del codice di procedura penale che teneva bloccato il procedimento giudiziario a causa della non reperibilità degli imputati. Così il processo a carico degli 007 egiziani per la morte di Giulio Regeni può ripartire. La nuova udienza sarà fissata entro fine anno e il processo nel 2024 approderà davanti ai giudici della Corte d’Assise.

Secondo la Consulta, è illegittimo che il giudice non possa procedere in assenza dell’imputato per i delitti connessi alla tortura quando è impossibile sapere se questo sia a conoscenza del procedimento in corso, a causa del mancato intervento del suo Stato di appartenenza.

Gli imputati sono Tariq Sabir, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Uhsam Helmi, Magdi Ibrahim Abedal Sharif.

«Grande soddisfazione sicuramente per la possibilità di celebrare un processo secondo le nostre norme costituzionali che restano il faro del nostro lavoro – ha dichiarato il procuratore di Roma Francesco Lo Voi – Per il resto aspettiamo le motivazioni per vedere come procedere sperando di trovare la parte civile al nostro fianco nelle fasi successive».

«Avevamo ragione noi – hanno affermato i familiari del ricercatore – ripugnava al senso comune di giustizia che il processo per il sequestro le torture e l’uccisione di Giulio non potesse essere celebrato a causa dell’ostruzionismo della dittatura di al-Sisi per conto della quale i quattro imputati hanno commesso questi terribili delitti. In effetti come ha scritto il Gup Ranazzi nella sua ordinanza ‘non esiste processo più ingiusto di quello che non si può instaurare per volontà di un’autorità di governo’. Abbiamo dovuto resistere contro questa volontà dittatoriale per sette anni e mezzo confidando comunque sempre nei principi costituzionali della nostra democrazia. Ringraziamo tutte le persone che hanno sostenuto e sosterranno il nostro percorso verso verità e giustizia: la procura di Roma ed in particolare il dottor Colaiocco, la scorta mediatica, e tutto il popolo giallo».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/MASSIMO PERCOSSI