Dalla Perizia emerge la possibilità, seppur remota, che il corpo della donna sia stato congelato e posto sul luogo del ritrovamento

La morte di Liliana Resinovich continua a essere avvolta nel mistero. Nonostante l’anticipazione della perizia della Procura che sembrava dare per certo si trattasse di un suicidio nelle oltre 50 pagine redatte dal medico legale Fulvio Costantinides e dal radiologo Fabio Cavalli spunta una nuova ipotesi, seppur remota.

Si tratta del possibile congelamento del corpo alcuni giorni prima del ritrovamento. Secondo gli esperti la morte della 63enne sarebbe avvenuta “in luogo ignoto e diverso, con cadavere conservato e poi teoricamente congelato” per essere poi trasferito in un secondo momento, a gennaio, “nel luogo del rinvenimento“. Sottolineano però Costantinides e Cavalli che “non vi sono, allo stato, elementi specifici per dimostrare un avvenuto congelamento post mortale del cadavere“, anzi sarebbero diversi gli ostacoli che l’assassino, solo o con dei complici, avrebbe dovuto superare in caso del trasporto del corpo.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/FACEBOOK