La web designer del Colorado Lorie Smith rifiuta di sviluppare siti per nozze queer appellandosi al Primo emendamento, nonostante le leggi dello Stato impediscano le discriminazioni
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato ragione a Lorie Smith, web designer cristiana del Colorado che rifiuta di creare siti per celebrare le nozze LGBTQIA+ nonostante le leggi in vigore nello Stato vietino le discriminazioni. Lo hanno riferito i media statunitensi.
Smith, titolare di un’agenzia che sviluppa siti web, ritiene di avere il diritto di rifiutare i suoi servizi in base al Primo Emendamento, che riguarda la libertà di parola e di pensiero. La donna ha spiegato di offrire solitamente i suoi servizi anche a persone queer, ma di voler delimitare quelli per i matrimoni solo alle unioni eterosessuali.
6 i voti a favore – quelli della maggioranza conservatrice dei saggi – e tre i contrari, quelli dei liberal.
Biden: “la decisione indebolisce le leggi anti discriminazione”
Preoccupato Joe Biden. «In America nessuno dovrebbe essere discriminato semplicemente per chi è o per chi ama – ha dichiarato il presidente Usa – Sono molto preoccupato dalla possibilità che la decisione possa spingere a una maggiore discriminazione contro gli americani LGBTQIA+. La decisione indebolisce le leggi che proteggono tutti gli americani contro la discriminazione».
di: Francesca LASI
FOTO: SHUTTERSTOCK
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