La giovane era malata di leucemia linfoblastica acuta e si sottopose al solo metodo Hamer
Cicli di cortisone, agopuntura e vitamina c: è con il cosiddetto metodo Hamer che Lino Bottaro e Rita Benini hanno voluto curare la figlia Eleonora di 17 anni, malata di leucemia linfoblastica acuta e in seguito deceduta. Il 30 marzo la Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo nei confronti dei due genitori che le hanno negato la chemioterapia.
Confermata la condanna a due anni per la coppia padovana. Decisivo anche il parere dei medici, secondo cui la chemioterapia avrebbe assicurato alla 17enne una possibilità di guarigione attorno all’80%..
La Corte di Cassazione ha messo la parola fine al caso di Lino Bottaro e Rita Benini, accusati di omicidio colposo per aver rifiutato che la figlia Eleonora, 17 anni, malata di leucemia linfoblastica acuta, venisse sottoposta alla chemioterapia.
Era stata anche la ragazza, all’epoca della diagnosi 17enne, a rifiutare la chemioterapia, intraprendendo una scelta condivisa dai familiari che credevano nelle teorie di cura del medico tedesco Hamer, radiato per aver esercitato quella che chiamava la “Nuova medicina germanica”.
A pochi mesi dalla prima diagnosi, il Tribunale per i minori sospende la potestà genitoriale alla coppia e intimando loro di sottoporre Eleonora alla chemioterapia. A quel punto la famiglia si reca in Svizzera per proseguire con le cure del metodo Hamer e rifiutando nuovamente la chemio. Bastano poche settimane e, dopo essere rientrata in Italia, la 17enne muore il 29 agosto all’ospedale di Schiavonia, nel padovano.
«Credo nella giustizia divina, non ho sbagliato nulla rifarei tutto quello che ho fatto» ha ripetuto fino alla fine la madre, priva di pentimento.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/MURTAJA