Il presidente smuove le acque nell’Esecutivo anche se il cambiamento è troppo timido secondo i sondaggi
Il primo anno del secondo mandato di Macron è stato decisamente in salita per il presidente francese che ha dovuto fare i conti con ripetute e violente ondate di malcontento, dalla riforma delle pensioni all’omicidio del 17enne da parte della polizia a Nanterre.
Ora Macron prova a giocare la carta del rimpasto di Governo per rinvigorire il consenso nel Paese, anche se i sondaggi non sono ancora dalla sua parte.
Un gesto politico forse troppo timido, che non tocca i Ministeri chiave delle sue riforme ma riguarda soprattutto i settori civili: a partire dallo storico e specialista delle minoranze Pap Ndiaye che sarà sostituito all’Istruzione da Gabriel Attal, fino ad oggi nei Conti pubblici. Cambio anche al Ministero della Solidarietà dove Aurore Bergé, già leader del partito del presidente, sostituisce l’ex dg della Croce Rossa francese Christophe Combe.
Alla salute arriva Aurélien Rousseau, anche lui già nell’Esecutivo come capo di gabinetto di Borne, in sostituzione di François Braun. Fuori anche il Segretario di Stato Marlène Schiappa, al centro di diverse polemiche per aver posato in copertina per Playboy ma anche per la gestione del Fonds Marianne anti-estremismo.
L’impatto del rimpasto, dunque, non convince l’opinione pubblica: rinforzato il primo ministro Borne, il cui gradimento è molto basso, e il partito del presidente, sempre più assediato dalle opposizioni di estrema destra e sinistra e ormai costantemente costretto a scendere a patti con la destra moderata.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/OLIVIER MATTHYS