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Secondo l’Ocse i ritardi nell’attuazione del Pnrr “potrebbero ridurre la crescita del Pil”

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha espresso preoccupazione circa i ritardi italiani nell’attuazione del Pnrr. L’Ocse, nell’Economic Outlook sull’Italia, scrive che “le riforme in corso della pubblica amministrazione, del sistema giudiziario e della concorrenza sono sulla buona strada e rimangono fondamentali per aumentare il Pil a medio termine. Ma la spesa dei fondi Next generation Eu è in netto ritardo, con una spesa cumulata alla fine del 2022 inferiore di circa il 50% rispetto ai piani di spesa iniziali, il che riflette principalmente i ritardi nell’attuazione dei progetti di investimento pubblico. Le priorità dovrebbero essere la rapida sostituzione di progetti non fattibili con altri fattibili e il rafforzamento della capacità della pubblica amministrazione di agire in modo efficiente di gestire e attuare in modo efficiente i progetti di spesa pubblica previsti dal Pnrr“.

L’Organizzazione ha sottolineato che tra i progetti sono inclusi “in modo cruciale” la “spesa infrastrutturale per facilitare le transizioni digitale e verde, nonché l’espansione dell’assistenza all’infanzia pubblica in età prescolare per promuovere la partecipazione femminile al mercato del lavoro nel contesto di una popolazione in età lavorativa in rapida diminuzione“.

I ritardi “potrebbero ridurre la crescita del Pil“, sottolineando che “l’elevata inflazione sta erodendo i redditi reali a causa della modesta crescita salariale, le condizioni finanziarie si stanno inasprendo e l’eccezionale sostegno fiscale legato alla crisi energetica viene gradualmente ritirato, gravando sui consumi privati e sugli investimenti. I rischi interni sono ampiamente bilanciati. I risparmi accumulati dalle famiglie rimangono elevati, il che potrebbe favorire un più rapido rimbalzo di domanda interna di quanto attualmente previsto. Al contrario, i ritardi nell’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) potrebbero ridurre la crescita del Pil“.

«Visto che gli effetti dell’inasprimento della politica monetaria stanno iniziando a farsi sentire e il sostegno fiscale legato all’energia a famiglie e imprese viene ridotto l’orientamento della politica macroeconomica sta diventando restrittivo. L’orientamento di bilancio leggermente restrittivo appare nel complesso appropriato e negli anni a venire sarà necessario un consolidamento continuo per portare il rapporto debito/PIL su un percorso più sostenibile. La rapida attuazione delle riforme strutturali e dei piani di investimento pubblico nel Pnrr sarà fondamentale per sostenere l’attività a breve termine e gettare le basi per una crescita sostenibile a medio termine» si legge nell’Economic Outlook.

L’Ocse ha inoltre lavorato alle previsioni sul Pil nazionale: l’economia italiana rallenterà dal 3,8% nel 2022 all’1,2% nel 2023 e all’1% nel 2024 (stime in rialzo rispetto al report di marzo). Il Pil reale è previsto in crescita modesta tra 2023 e 2024, a pesare è l’erosione dei redditi causata dalla crescita salariale minima mentre cresce l’inflazione.

L’Ocse prevede in calo il rapporto debito/Pil dell’Italia che dovrebbe passare dal 144,3% del 2022 al 140,7% nel 2023 e al 139,4% nel 2024.

Mattarella: Next Generation EU dia vita a uno sviluppo solido e omogeneo

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio all’assemblea della Confcommercio auspicando, parlando del “contributo di ogni componente del sistema economico e istituzionale per il rilancio delle aree che versano in condizioni di difficoltà“, che “una collaborazione resa ancor più efficace con l’utilizzo delle risorse del Piano Next Generation EU per dar vita a uno sviluppo solido e omogeneo nel territorio nazionale. Il ruolo delle formazioni sociali, delle associazioni degli operatori professionali è essenziale per questi obiettivi ed esprimo la gratitudine della Repubblica per l’operato svolto“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: PIXABAY