Saakashvili

Oggi la Corte di Tblisi deciderà se convalidare la detenzione del leader dell’opposizione georgiana

È un uomo emaciato, indebolito e duramente provato quello che si è presentato oggi in videoconferenza ad un’udienza giudiziaria a Tblisi: si tratta dell’ex presidente della Georgia Mikheil Saakashvili, oggi leader dell’opposizione in carcere. Saakashvili è stato condannato in contumacia nel 2018 a 6 anni per abuso d’ufficio al termine di quello che molti osservatori internazionali (oltre all’opposizione interna) hanno definito un processo politico.

L’udienza è stata convocata per consentire alla Corte di valutare le condizioni di salute di Saakashvili e decidere se convalidare o meno la sua detenzione. Dall’estero, premono per la sua scarcerazione anche Amnesty International e la Corte europea dei diritti dell’Uomo.

L’immagine trasmessa da diverse televisioni dell’ex presidente ha effettivamente destato ampie preoccupazioni sul suo stato di salute, provata soprattutto dai reiterati scioperi della fame intrapresi in segno di protesta contro la sua condanna. Saakashvili si è presentato davanti alla corte sorretto da un cuscino, con le mani tremanti e i capelli ingrigiti.

Dopo la condanna in contumacia, Saakashvili ha vissuto per molti anni all’estero, salvo poi rientrare in patria l’anno scorso in occasione delle elezioni locali di inizio ottobre. Rientrando in Georgia, Saakashvili è stato arrestato e ha subito intrapreso uno sciopero della fame durato 50 giorni, poi sospeso per un mese e ripreso a dicembre.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/ZURAB KURTSIKIDZE