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Secondo gli Studios le richieste sono economicamente insostenibili

È sospeso il negoziato tra attori e produttori americani.

Il tavolo è saltato mercoledì 11 ottobre dopo circa due settimane da quando gli Studios e i lavoratori in sciopero dal 14 luglio era tornati a sedersi per arrivare ad un accordo sul nuovo contratto triennale degli interpreti impegnati nelle produzioni di cinema e tv.

“I negoziati tra Amptp (l’Alleanza che riunisce le case di produzione e tradizionali e i servizi di streaming) e Sag-Aftra (il sindacato degli attori) sono stati sospesi dopo che Sag-Aftra ci ha sottoposto la sua proposta l’11 ottobre – si legge nella nota – Dopo significative conversazioni, ci risulta chiaro che la distanza tra Amptp e Sag-Aftra è incolmabile e il dialogo non è più produttivo. La proposta che ci hanno presentato includeva un bonus per le opere in streaming che, da solo, ci costerebbe più di 800 milioni di dollari l’anno: un onere economico insostenibile”.

2% dei profitti di ogni film o serie tv trasmesse su piattaforma streaming. È questo quello a cui puntano gli attori. In aggiunta la percentuale dei diritti d’immagine. Gli sceneggiatori avevano invece chiesto meno: un bonus per le opere che oltrepassano determinate soglie. “Su aumenti salariali, diritti d’autore e bonus per lo streaming abbiamo offerto gli stessi termini che il sindacato dei registi (Dga) e quello degli sceneggiatori (Wga) hanno accettato. Eppure la Sag-Aftra ha rifiutato l’offerta”, conclude il comunicato.

di: Alice GEMMA

FOTO: EPA/CAROLINE BREHMAN