Salvini attacca “il traffico non solo di esseri umani, ma di armi e droga”
Matteo Salvini torna a commentare gli sbarchi delle navi Ong nei porti italiani. Il ministro delle Infrastrutture ha definito queste tratte “viaggi organizzati sempre più pericolosi“, ricordando che “chi è a bordo di quelle navi paga circa tremila dollari, che diventano armi e droga per i trafficanti“.
«Bisogna stroncare il traffico non solo di esseri umani che è già grandissimo, ma di armi e droga legato al traffico di esseri umani» ha ribadito il ministro.
Intanto la vicenda Humanity finirà al Tar, presso cui l’ong farà ricorso. A tal proposito Salvini spiega che “si torna all’applicazione della norma” in base alla quale “una nave che porta un bandiera tedesca sbarca in porto tedesco, quindi se ne deve fare carico“. Un ammiccamento anche all’Europa, dove “bisogna tornare ai ricollocamenti e alla redistribuzione” dei migranti.
La competenza, ricorda comunque, è della Procura di Catania.
Al ministro italiano fanno eco i portavoce dei Ministeri degli Esteri e dell’Interno del governo tedesco, intervenuti sulla questione degli sbarchi siciliani. Il salvataggio in mare è un “dovere morale e giuridico e non può essere impedito” ha dichiarato l’esponente degli Interni.
«È importante che centinaia di persone siano potute sbarcare, ma è importante che siano salvate tutte le persone e che possano arrivare a terra» gli fa eco la portavoce degli Esteri Sabine Sasse.
Al monito tedesco si unisce quello di Bruxelles, con la Commissione Ue che ha ribadito il “dovere morale e legale di salvare le persone in mare, in base alle leggi internazionali” salutando con favore lo sbarco di domenica. La portavoce ha anche sottolineato che “bisogna minimizzare il tempo che le persone passano in mare“, facendo riferimento agli sbarchi selettivi.
Medici Senza Frontiere: procederemo a livello legale
Intanto dal porto di Catania interviene Riccardo Gatti, responsabile operazioni di ricerca e soccorso di Medici Senza Frontiere.
«Sulla Geo Barents ci sono 214 persone rispetto alle 215 lasciate a bordo dalle autorità dopo lo stop allo sbarco di ieri, perché stanotte c’è stata un’evacuazione medica – ha spiegato. – Abbiamo riscontrato non solo attacchi di panico ma anche infezioni cutanee abbastanza gravi, perciò la situazione a livello di vulnerabilità medico-psicologica e ancora aperta, così come quindi noi consideriamo ancora aperta l’operazione di soccorso, che si deve concludere con lo sbarco delle persone il prima possibile, secondo gli obblighi internazionali». Continua Gatti: «stiamo valutando come procedere anche a livello legale. Abbiamo ricevuto il decreto interministeriale, il nostro team legale sta lavorando per riscontrare illegalità nelle azioni messe in atto dalle autorità ma anche come procedere secondo una difesa determinata dalla situazione in cui ci troviamo».
Dalla nave di Medici Senza Frontiere si sono tuffati tre giovani che hanno cercato di raggiungere la terraferma a nuoto, arrivati al galleggiante sono stati però recuperati della autorità e riportati sulla nave Geo Barents. A bordo della Humanity 1, invece, i migranti rimasti sulla nave hanno iniziato a rifiutare i pasti. Lo riferiscono gli attivisti della Sos Humanity che spiegano il motivo della rinuncia al cibo sia una fase depressiva che i 35 migranti stanno vivendo.
Nordio: “la soluzione è accordarci con l’Ue”
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha partecipato al dibattito sui migranti, la “selezione” secondo il ministro “non è fatta in base ai loro interessi ma a quelli degli scafisti che li portano“. Per Nordio “quelli che vengono in Italia possono permettersi di pagare dai due ai cinquemila euro a queste organizzazioni che li trasportano. Noi li prendiamo non perché siamo buoni ma perché siamo rassegnati“.
«La selezione la fanno gli scafisti. I poveri tra i poveri, vecchi, malati, moribondi, rimangono lì. Se fossimo buoni prenderemmo i più poveri tra i poveri e i malati tra i malati» sostiene il ministro della Giusitiza.
«Per quanto riguarda la gestione dei migranti il trattato di Dublino è chiarissimo: la gestione deve essere fatta dallo Stato di primo accesso. E se una nave straniera in acque internazionali accoglie dei migranti, lo Stato di primo accesso è quello di bandiera di quella nave – ha spiegato il ministro. – La vera soluzione secondo me sta nell’accordarci con gli amici della Ue, che proprio secondo il trattato di Dublino chi viene soccorso in acque internazionali approda nello stato di bandiera della nave, e deve essere gestito da quello stato. Curato dal porto più vicino, se necessario, ma poi portato nel territorio nello Stato di primo approdo. Credo sarebbe bene in ambito internazionale invocare questi accordi di Dublino, non accordi politici di nuova costruzione».
Nordio ha poi sottolineato che “il comandante di una nave può celebrare matrimoni a bordo, ricevere testamento, è un pubblico ufficiale. Chi accoglie il migrante lo fa nel suo Stato, che è quello della bandiera della nave. Non c’è altra soluzione dal punto di vista giuridico“.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ORIETTA SCARDINO