ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Salvini nel cantiere della metro di Roma: “basta con i signori del No”, critico l’Ufficio parlamentare di bilancio

Sono circa mille, un numero molto elevato considerato il totale di 3.104. Si tratta degli emendamenti rifiutati oggi dalla commissione bilancio della Camera. Solitamente il numero di proposte emendative che non passa la scure della commissione varia tra i 600 e i 700, ma su un totale complessivo che va dai 4mila ai 5mila. Il termine per la presentazione dei ricorsi, in formato digitale, è scaduto oggi alle 14.

Tra gli emendamenti stralciati anche quelli che, in via transitoria, estendono al settantaduesimo anno il limite di età per il collocamento d’ufficio a riposo per il personale medico del Ssn in servizio presso strutture sanitarie pubbliche o convenzionate e per i docenti universitari laureati in medicina e chirurgia, limitatamente allo svolgimento di attività clinicoassistenziali. Niente da fare anche per l’emendamento che chiedeva l’istituzione di un Garante Nazionale dei Diritti degli Animali. Anche la proposta a firma Di Lauro, che prevede la possibilità per i Comuni di vietare il servizio di piazza a trazione animale o con slitte, non supera la scure della commissione parlamentare.

Sul Meccanismo salva-stati europeo, il leader della Lega Matteo Salvini taglia corto coi cronisti: «ne parlerò con il presidente del Consiglio, che si chiama Giorgia Meloni», ha detto a margine della visita con il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, al cantiere Stazione Colosseo della linea metro C. 

«Ci sono da ringraziare – ha sottolineato Salvini nella sua veste di Ministro delle infrastrutture e dei trasporti – centinaia di operai, tecnici, ingegneri e maestranze che stanno facendo una cosa incredibile perché questo diventerà un museo a cielo aperto, oltre che a togliere traffico, inquinamento e a superare i signori del ‘no’. Se ascoltassimo loro non si farebbero la metropolitana, la Tav, il ponte di Messina, il Mose di Venezia. Non si fa nulla. Per i prossimi cinque anni il mio obiettivo è sbloccare, finanziare, velocizzare, modernizzare e disinquinare» ha continuato il vice premier.

«Per mettere in sicurezza l’Italia i soldi si trovano, ci sono imprenditori privati che si fanno avanti per il Ponte sullo Stretto» ha continuato Salvini che ha posto l’accento sull’obiettivo di “far partire i lavori entro due anni”. L’opera più discussa nell’agenda del nuovo governo e della Lega in particolare costerà secondo le stime 6 miliardi di euro.  

Se Salvini svicola dalle domande sul Mes e la manovra non fa lo stesso l’Ufficio parlamentare di bilancio che esprime il proprio giudizio dopo aver esaminato le nuove “fasce di rivalutazione” delle pensioni. Per le quote delle pensioni calcolate con le regole contributive (destinate a crescere nel tempo), il rallentamento o il congelamento anche temporaneo della rivalutazione “è da considerarsi alla stregua di un’imposta”, si legge nella nota. Inoltre “se viene indebolita la regolare indicizzazione ai prezzi anno per anno, alla fine il pensionato riceve, come rendita, meno di quanto gli spetterebbe”.

Lo schema per il 2023-24, secondo l’ufficio, “è molto meno favorevole di quello in vigore nel 2022, soprattutto per le pensioni superiori a cinque volte il minimo”. Queste osservazioni sono state messe nero su bianco nel documento depositato presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato.

di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI