Si è ieri la cerimonia funebre, in piazza tra 45 e 50 mila fedeli, numerosi capi di Stato e leader religiosi. Dopo la tumulazione in forma privata
San Pietro porge l’ultimo omaggio a Benedetto XVI, papa emerito scomparso lo scorso 31 dicembre e negli ultimi tre giorni esposto alla Basilica per il saluto dei fedeli. Molti di questi si sono messi in fila per assistere ai funerali già alle prime luci dell’alba: in piazza presenti tra 45 e 50 mila fedeli, meno dei 100 mila attesi.
Sicurezza garantita
La zona intorno al Vaticano è stata tutta transennata fino alla fine di Via della Conciliazione e per accedere bisognava passare da numerosi varchi e sottoporsi ai controlli della sicurezza. Grande il dispiegamento delle forze di sicurezza e i mezzi dei vigili del fuoco e della polizia nelle piazze vicine.
Il prefetto di Roma Bruno Frattasi ha espresso compiacimento a tutti gli attori pubblici che hanno reso possibile l’ordinato svolgimento dei funerali. Il lavoro posto in essere in questi giorni dalle forze dell’ordine, dai vigili del fuoco, dalla polizia locale e dai volontari di protezione civile, ha rappresentato un ottimo modello di sicurezza integrata.
Il rito
Il feretro di Benedetto XVI ha lasciato la Basilica di San Pietro alle 8.50, con le campane che suonavano i rintocchi “a morto”, mentre la messa avrà inizio alle 9.30, presieduta da Papa Francesco che, arrivato sul sagrato in sedia a rotelle, ha lasciato la celebrazione vera e propria al decano del collegio cardinalizio, Giovanni Battista Re, pronunciando invece l’omelia. La bara è stata accolta in piazza con un lungo e commovente applauso, prima dell’inizio della preghiera del Rosario. Al termine del rito delle esequie – con l’ultima “Commendatio et Valedictio”, l’ ultima “Raccomandazione e commiato” – la folla presente ha scandito le parole “Santo subito”.
Alla fine della cerimonia la salma lascerà la piazza per raggiungere le grotte vaticane dove è stato tumulato durante una cerimonia privata e lontana dalle telecamere. Nella bara con sé le monete e le medaglie coniate durante il suo Pontificato, i pallii che ha indossato durante la sua carriera ecclesiale e il rogito, una sintesi cioè della sua storia da papa.
Durante l’omelia Bergoglio ha detto: «anche noi, saldamente legati alle ultime parole del Signore e alla testimonianza che marcò la sua vita, vogliamo, come comunità ecclesiale, seguire le sue orme e affidare il nostro fratello alle mani del Padre: che queste mani di misericordia trovino la sua lampada accesa con l’olio del Vangelo, che egli ha sparso e testimoniato durante la sua vita. Siamo qui con il profumo della gratitudine e l’unguento della speranza per dimostrargli, ancora una volta, l’amore che non si perde; vogliamo farlo con la stessa unzione, sapienza, delicatezza e dedizione che egli ha saputo elargire nel corso degli anni. È il Popolo fedele di Dio che, riunito, accompagna e affida la vita di chi è stato suo pastore. Benedetto, fedele amico dello Sposo, che la tua gioia sia perfetta nell’udire definitivamente e per sempre la sua voce!».
La liturgia, come riferito dalla sala stampa della Santa Sede, ha seguito grossomodo quella prevista per un Pontefice, ma con accorgimenti e limature nelle parti dedicate al “papa regnante”. Ai fedeli è stato chiesto di non sollevare cartelli o bandiera così da mantenere un clima di raccoglimento e preghiera.
La tumulazione
Al termine del rito la bara di semplice cipresso che ospita le spoglie mortali di Joseph Ratzinger sono state portate verso le Grotte Vaticane, in quella che fu, in un primo momento, la tomba di San Giovanni Paolo II. Il rito dell’inumazione ricalca quasi completamente le modalità utilizzate per i papi regnanti.
La bara, una volta chiusa, viene sigillata con una fettuccia sulla quale vengono apposti dei sigilli della Camera apostolica e della Casa pontificia e delle celebrazioni. Poi la bara viene posta all’interno di un’altra zinco e questa, infine, in un’ultima bara di legno. A questo punto sarà posta all’interno della tomba che sarà sigillata.
Partecipazione alle esequie
Le uniche delegazioni ufficiali presenti sono state quella italiana e tedesca, guidate da Sergio Mattarella e Frank-Walter Steinmeier (quest’ultimo accompagnato dalla moglie Elke Buedenbender e dal Sostituto alla Segreteria di Stato, mons. Edgar Pena Parra). In prima fila anche la regina Matilde del Belgio, ma tanti sono i leader politici di tutto il mondo che hanno preso parte alla cerimonia “a titolo personale”, dalla madre del Re di Spagna, la Regina Sofia, il Re e la Regina del Belgio, Filippo e Mathilde, il presidente polacco Andrzej Duda, quello portoghese Marcelo Nuno Duarte Rebelo de Sousa, che ha anche decretato per domani un giorno di lutto nazionale nel suo Paese, quello ungherese Katalin Novak e il governatore della Baviera Markus Söder. Ci sarà anche la Real Casa Savoia rappresentata da Clotilde e Vittoria. Presenti anche la premier Giorgia Meloni e il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. A causa di un “leggero stato influenzale“, come riferisce la Presidenza del Senato, Ignazio La Russa “non parteciperà oggi ai funerali di Papa Benedetto XVI. Il Senato sarà rappresentato dal vicepresidente Maurizio Gasparri“. Della delegazione italiana hanno fatto parte anche il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro della Giustiza Carlo Nordio. Anche il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. Ha partecipato anche l’ex premier Mario Draghi.
La premier Meloni ha scritto su Twitter subito dopo il rito: «oggi a San Pietro per dare l’ultimo saluto a Benedetto XVI, Papa emerito. Illuminato teologo che ci lascia un’eredità spirituale e intellettuale fatta di fede, fiducia e speranza. A noi il compito di conservarla e onorarla sempre e di portare avanti i suoi preziosi insegnamenti».
Hanno partecipato anche molti leader religiosi, dal metropolita della Chiesa russa Antonij di Volokolamsk, al vicepresidente della Comunità Religiosa islamica italiana, l’imam Yahya Pallavicini, ad una delegazione di ebrei romani e alcuni patriarchi orientali tra cui Louis Raphael Sako da Baghdad e Bechara Rai da Beirut. Presenti anche 3.700 sacerdoti, oltre ai vescovi e cardinali. Per la Cei ci sono il card. Matteo Zuppi e mons. Giuseppe Baturi.
A seguire l’evento ci sono oltre 1.100 giornalisti da 30 Paesi, come confermato all’agenzia Dire da fonti della Sala Stampa Vaticana.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/Radek Pietruszka