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La denuncia dell’Onu: “più di 10 condanne capitali a settimana”

Preoccupa la situazione in Iran.

L’Onu e le Ong per i diritti umani denunciano l’utilizzo della pena di morte come arma contro i cittadini che protestano da mesi, dopo la morte della studentessa curda 22enne Mahsa Amini.

Secondo Iran Human Rights, i processi per i condannati a morte avvengono a porte chiuse, senza tutele legali, nel silenzio del regime.

L’Alto commissario Onu per i diritti umani, Volker Turk, ha dichiarato: «l’Iran sta usando la pena di morte come arma per punire la popolazione che esercita i suoi diritti di base, come quello di organizzare o partecipare a manifestazioni, e schiacciare il dissenso in diretta violazione del diritto internazionale sui diritti umani».

Condanna unanime dell’Occidente. Anche il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato che Teheran ha “superato la linea rossa” con l’esecuzione delle condanne a morte.

Secondo Turk, dal primo gennaio sono state eseguite almeno 209 pene capitali, principalmente per reati legati “alla droga”. La cifra potrebbe tuttavia essere più alta perché è difficile avere dei resoconti ufficiali.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/JOSE SENA GOULAO