Si tratta di Aeolus, gli esperti lavorano per evitare incidenti
Un satellite lanciato nel 208, l’Aeolus, ha quasi finito il carburante ed è in caduta libera sulla Terra.
Lo ha fatto sapere l’Esa, spiegando che “il cacciatore di venti”, questo il nome, è stato costruito per studiare i venti terrestri e durante questi cinque anni di messa in opera ha permesso di migliorare le previsione meteorologiche globali. L’Esa ha aggiunto che il poco combustibile rimasto verrà usato per cercare di effettuare una “caduta controllata” sul pianeta, ma si tratta della prima volta che un tentativo del genere viene fatto quindi non è escluso che possa esserci un rischio di caduta detriti anche sulla Terra.
Secondo quanto si apprende, il rientro di Aeolus sarebbe previsto per il mese di agosto. Il capo dell’Ufficio per i detriti spaziali, Tim Flohrer, ha dichiarato: «questo tentativo di rientro assistito va ben oltre le norme di sicurezza della missione, che è stata pianificata e progettata alla fine degli anni 90. Una volta scoperto che era possibile ridurre ulteriormente il già minimo rischio per gli esseri viventi e le infrastrutture, gli ingranaggi si sono messi in moto. Se tutto dovesse andare secondo i piani, Aeolus si troverebbe a essere in linea con le attuali norme di sicurezza per le missioni progettate oggi».
Quando il cacciatore di venti raggiungerà un’altitudine di 280 chilometri saranno inviati una serie di comandi che lo guideranno verso una posizione ottimale per un “tuffo” finale nell’oceano. Le manovre successive faranno abbassare ulteriormente il satellite fino a che, raggiunti gli 80 chilometri di quota, comincerà a bruciare nell’atmosfera.
di: Micaela FERRARO
FOTO: PIXABAY