Il rapporto “Piccoli schiavi invisibili” sulle vittime di sfruttamento
La piaga dello sfruttamento è una realtà ancora estremamente vivida e colpisce soprattutto i minori. È l’allarme lanciato da Save The Children, che pubblica un rapporto intitolato “Piccoli Schiavi Invisibili” con cui racconta i numeri terribili della tratta di esseri umani.
Secondo STC, le vittime prese in carico dal sistema anti-tratta nel 2022 sono state 850, di cui il 59% donne e poco meno del 2% (1,6%) i minori. Il principale paese d’origine è la Nigeria (46,7%), seguito da Pakistan (8,5%), Marocco (6,8%), Brasile (4,5%) e Costa d’Avorio (3,3%). Tra le forme di sfruttamento prevale quella sessuale, per il 38%; il 27,3% invece è lavorativa.
Save The Children lancia l’allarme perché la maggior parte delle vittime di tratta e sfruttamento resta invisibile: quelle identificate nel periodo 2017-2020 a livello globale non hanno superato i 190.000 casi. Ma ce ne sono molti di più: basti pensare ai “figli invisibili” di genitori sfruttati nel lavoro agricolo nel nostro Paese che non hanno accesso alla scuola e alle cure sanitarie.
Ma non solo: questi stessi ragazzi spesso vengono coinvolti direttamente nello sfruttamento lavorativo, impiegati con paghe intorno ai 20-30 euro al giorno già a partire dai 12 o 13 anni.
Ci sono poi le vittime che si spostano sui canali internazionali. A livello geografico, la maggior parte delle persone divenute vittime di tratta per conseguenza delle guerre si è spostato dall’Africa Sub-Sahariana (73%) e dal Medio Oriente (11%), le due aree più colpite dai conflitti.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA