ANSA/ANGELO CARCONI Saviano Salvini processo malavita diffamazione

Lo scrittore definì l’allora ministro dell’Interno il “ministro della malavita”: “fiero di essere imputato”

Roberto Saviano è sotto processo a Roma con l’accusa di diffamazione: definì sui social il ministro Matteo Salvini “ministro della mala vita”. Lo scrittore autore di best seller quali Gomorra ha ribadito: «sono fiero di essere imputato in questo processo, perché mi è data la possibilità di testimoniare al Tribunale di non voler permettere a leader di partito e ministri di blindare la possibilità di critica, fosse anche un grido». Parlando del leader del Carroccio ha aggiunto: «era divenuto intollerabile come si relazionava al Sud Italia, utilizzandolo come bacino di voti facili. Cancellare la scorta, come Salvini invoca da anni, significava cacciarmi dal Paese, esattamente come auspicato, dopo le elezioni che hanno visto nascere quest’ultimo governo, da migliaia di loro simpatizzanti».

Il difensore di Saviano, l’avvocato Antonio Nobile, ha depositato la lista testi tra i quali compaiono il ministro degli Interno Matteo Piantedosi, Oscar Camps, fondatore e presidente di Open Arms e il segretario generale della Federazione europea dei giornalisti, Ricardo Gutierrez. Piantedosi è citato dalla difesa in relazione alle “iniziative volte a verificare il regime di protezione al quale Saviano è sottoposto dall’ottobre 2007”.

di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI