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L’inchiesta del New York Times scatena una nuova bufera sul social network

Un’inchiesta del New York Times ha alzato il velo su alcune pratiche non proprio ortodosse della piattaforma social Twitter. Da quanto si evince, sembra che esista un team di dipendenti il cui scopo è quello di “costruire liste nere, impedire ai tweet sfavorevoli di diventare di tendenza e limitare la visibilità di interi account o addirittura di argomenti di tendenza“.

Secondo la giornalista che si è occupata del caso, Bari Weiss, Twitter faceva tutto questo senza “informare gli utenti”.

Nella blacklist erano finiti per esempio Jay Bhattachary, professore di Stanford che sosteneva che i lockdown messi in atto per contenere la diffusione del Covid avrebbe potuto danneggiare i bambini (cosa che gli aveva fruttato un posto nella “trend blacklist” che impediva ai tweet di diventare virali); ma anche il presentatore di talk show Dan Bongino, inserito nella lista nera perché dichiaratamente di destra. Eclissato anche l’attivista conservatore Charlie Kirk.

Secondo Weiss, i vertici di Twitter chiamavano questa politica Visibility Filtering: “pensate al filtro di visibilità come a un modo per sopprimere ciò che le persone vedono a diversi livelli. È uno strumento molto potente”.

Sull’onda di queste scoperte, Elon Musk ha fatto sapere che “Twitter sta lavorando a un aggiornamento del software che mostrerà il vero stato dell’account, in modo da sapere chiaramente se si è stati bannato, il motivo e le modalità per fare ricorso”.

di: Micaela FERRARO

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