Rutte ha porto le sue scuse per il ruolo storico dei Paesi Bassi nella schiavitù
In un discorso durato 20 minuti tenuto all’Archivio Nazionale dell’Aia, il premier olandese Mark Rutte si è ufficialmente scusato a nome del suo Governo per il ruolo storico che il Paese ha avuto nella tratta degli schiavi e nella schiavitù in genere, che oggi definisce “un crimine contro l’umanità”.
«Oggi mi scuso – ha esordito. – Sappiamo che non c’è un momento giusto per tutti, non ci sono parole giuste per tutti, non c’è un posto giusto per tutti. Il Governo istituirà un fondo per iniziative che contribuiranno ad affrontare l’eredità della schiavitù in Olanda e nelle sue ex colonie».
Il discorso del premier è stato accolto dal silenzio del pubblico.
Alcuni gruppi di attivisti avevano esortato il primo ministro ad aspettare con questo discorso e tenerlo invece il primo luglio del 2023, anniversario dell’abolizione nel Paese della schiavitù 160 anni fa. La settimana scorsa alcuni di loro si sono addirittura rivolti al tribunale nel tentativo, fallito, di bloccare il premier.
Gli attivisti considerano il prossimo anno il 150° anniversario perché molte persone schiavizzate sono state costrette a continuare a lavorare nelle piantagioni per un decennio dopo l’abolizione.
di: Micaela FERRARO
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