sciopero generale cgil

Si concluderà domani la mobilitazione nazionale indetta contro la manovra. Landini atteso a Roma in mattinata. Sbarra: “sciopero in questa fase sbagliato”

Giornata rossa venerdì 16 dicembre, quando è prevista la massima adesione sul territorio nazionale all’ondata di scioperi indetti da Cgil e Uil contro la manovra proposta dal Governo e in discussione in questi giorni alla Camera. A scendere in piazza saranno ben 11 Regioni, da nord a sud: Alto Adige, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Lombardia, Molise, Sardegna, Toscana e Lazio. 

Il segretario della Cgil Maurizio Landini è atteso alle 10 in piazza della Madonna di Loreto a Roma, in conclusione alla mobilitazione nazionale e per “cambiare una manovra sbagliata e contro il lavoro, per rivendicare una manovra più giusta per le persone e più utile per il Paese“.

Alle 22 di venerdì 16 terminerà anche lo sciopero dei benzinai autostradali, con le braccia incrociate da martedì.

Le richieste dei sindacati, lo ricordiamo, vanno dall’aumento dei salari attraverso la detassazione dei contratti nazionali (la proposta è di portare la decontribuzione al 5% per stipendi fino a 35mila euro), nuove tutele a tutte le forme di lavoro mediante l’estensione dei Ccnl, l’istituzione di un salario minimo e un unico contratto di inserimento lavorativo con contenuto formativo.

Sul tavolo anche una riforma fiscale progressiva (secco il “no” dei sindacati alla flat tax), la tassazione degli extraprofitti per il contributo straordinario di solidarietà, già in manovra anche se in misura ridotta rispetto a quanto previsto, la rivalutazione delle pensioni (con la cancellazione della legge Fornero e l’uscita flessibile a 62 anni) e uno stop ai tagli a sanità e istruzione.

Non si dice d’accordo con lo sciopero, invece, il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, che a margine dell’assemblea nazionale a Roma sulla legge di bilancio ha dichiarato: «in questa fase lo sciopero è sbagliato perché, in una condizione di grande difficoltà delle famiglie, scarica costi economici sulle spalle dei lavoratori, e trasferisce tensioni e conflitti nei luoghi di lavoro e nelle aziende. Ecco perché stiamo articolando la nostra mobilitazione con assemblee nei luoghi di lavoro, iniziative nei territori e oggi con una grande assemblea di delegati e pensionati».

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/JESSICA PASQUALON