L’oppositore politico avrebbe avuto “un grave incidente di salute” in carcere. Non si hanno sue notizie da giorni

Cresce l’apprensione per la scomparsa dell’oppositore politico russo Alexey Navalny, recluso in una colonia penale di massima sicurezza. La sua portavoce Kira Yarmysh ha dichiarato di ”non sapere dove si trovi” e che ai suoi legali ”è stato rifiutato l’ingresso in carcere da tre giorni”. Questo, precisa, è accaduto dopo che Navalny ”la scorsa settimana ha avuto un grave incidente di salute”.

Sulla scomparsa di Navalny si è pronunciata anche la Casa Bianca. Nella serata dell’11 dicembre il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale John Kirby ha ribadito che l’oppositore “dovrebbe essere rilasciato immediatamente“, e anzi “non avrebbe mai dovuto essere incarcerato“. Kirby ha promesso che “lavoreremo con la nostra ambasciata a Mosca per vedere quanto possiamo scoprire di più“.

Immediata la risposta del Cremlino che tramite Peskov attacca la Casa Bianca e definisce “inammissibile” qualsiasi interferenza statunitense. Il portavoce ricorda che “stiamo parlando di un detenuto che è stato giudicato colpevole e sta scontando la sua pena“.

Oggi, 12 dicembre, sono 6 giorni che i suoi familiari, avvocati e collaboratori non hanno notizie di lui. Navalny potrebbe essere stato trasferito in un altro carcere.

Non è ancora chiaro cosa sia accaduto, ma secondo alcune fonti Navalny avrebbe avuto un collasso in cella. «La vita di Navalny è in grave pericolo» ha dichiarato il team della sua Fondazione Anticorruzione.

«Gli avvocati sono rimasti tutto il giorno davanti all’IK-6, il suo attuale penitenziario, e all’IK-7, una colonia del regime speciale nella regione di Vladimir. Ovunque è stato detto loro di aspettare e alla fine è stato loro negato l’ingresso» ha spiegato la la responsabile del reparto investigativo della Fondazione Anticorruzione di Navalny, Maria Pevchikh.

La mattina dell’8 Navalny sarebbe dovuto compatire i aula in videocollegamento ma ufficialmente la seduta è saltata a causa di problemi alla rete elettrica del penitenziario.

«La settimana scorsa si è sentito male in cella, ha avuto le vertigini e si è sdraiato sul pavimento – racconta ancora Pevchikh. – Il personale è intervenuto facendogli una flebo. Non sappiamo cosa fosse, ma visto che non gli viene dato da mangiare, è tenuto in una cella di isolamento senza ventilazione, sembra che sia svenuto per la fame».

Giovedì scorso i sostenitori di Navalny e la sua rete di opposizione avevano lanciato la campagna “Russia senza Putin“, invitando i cittadini a intervenire per boicottare le elezioni di marzo contro la vittoria (scontata) di Putin.

di: Francesca LASI

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/MAXIM SHIPENKOV