Tre di loro versano in gravi condizioni ma non sarebbero in pericolo di vita
Scontri a Zvecan, nel nord del Kosovo, tra le truppe Nato e i manifestanti serbi. Sono rimasti feriti almeno 34 militari della Kfor (Kosovo Force), di cui 14 italiani. Tre degli italiani sono in gravi condizioni ma non in pericolo di vita: avrebbero riportato fratture e ustioni dovute all’esplosione di dispositivi incendiari. Lo ha riferito l’ANSA, che ha citato fonti informative.
La Kfor era intervenuta per disperdere i dimostranti serbi che dalla mattina del 29 maggio manifestano davanti alla sede del Municipio locale contro l’insediamento del nuovo sindaco di etnia albanese. I militari hanno utilizzato granate stordenti, mentre i manifestanti hanno lanciato sassi, bottiglie e altri oggetti.
Lo Stato Maggiore della Difesa ha dichiarato che i militari italiani appartengono al nono Reggimento alpini L’Aquila. Il capo di Stato Maggiore della Difesa Giuseppe Cavo Dragone sta seguendo l’evoluzione della situazione per il tramite del Comando operativo di vertice interforze ed esprime vicinanza agli alpini feriti e ai loro familiari. I militari sono stati colpiti da molotov.
Il comandante della Missione Kfor, Generale di Divisione Angelo Michele Ristuccia, sta seguendo personalmente l’evolversi della situazione ed esprime la sua solidarietà agli uomini e alle donne rimasti feriti. «Gli attacchi ingiustificati alle unità della Nato sono inaccettabili e la Kfor continuerà a adempiere al suo mandato in modo imparziale» ha affermato Ristuccia.
Zvecan è uno dei quattro maggiori Comuni del nord del Kosovo a maggioranza serba. Sono in corso proteste anche a Zubin Potok e Leposavic, sempre per cercare di impedire l’insediamento dei sindaci albanesi eletti lo scorso aprile durante elezioni boicottate dai partiti e dai cittadini serbi.
Dal 23 aprile scorso è guidato da un sindaco di origine albanese a causa del boicottaggio elettorale dei partiti e dei cittadini serbi.
Meloni: “inaccettabile e irresponsabile”
«Esprimo la più ferma condanna dell’attacco avvenuto a danno della missione Kfor che ha coinvolto anche militari di altre Nazioni. Quanto sta accadendo è assolutamente inaccettabile e irresponsabile. Non tollereremo ulteriori attacchi – ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – È fondamentale evitare ulteriori azioni unilaterali da parte delle autorità kosovare e che tutte le parti in causa facciano immediatamente un passo indietro contribuendo all’allentamento delle tensioni. L’impegno del governo italiano per la pace e per la stabilità dei Balcani occidentali è massimo e continueremo a lavorare con i nostri alleati».
Tajani telefona a Vucic e Kurti
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha telefonato al presidente serbo Aleksandr Vucic e al primo ministro kosovaro Albin Kurti ribadendo che “ogni violenza e ogni provocazione deve cessare immediatamente: Kosovo e Serbia devono dare piena attuazione agli accordi che hanno sottoscritto grazie alla facilitazione dell’Unione europea. La violenza è inaccettabile. L’Italia vuole contribuire a raggiungere in tempi molto brevi una soluzione sostenibile nel Nord del Kosovo.
Stando a quanto riferito da RaiNews, il titolare della Farnesina avrebbe fatto presente a Kurti la necessità, da parte delle autorità kosovare, di astenersi da ogni azione unilaterale che possa essere considerata come “provocazione” e pregiudicare la sicurezza. Roma si è, inoltre, offerta di facilitare il dialogo tra Pristina e Belgrado
«Voglio esprimere solidarietà ai militari della missione Kfor rimasti feriti in Kosovo durante gli scontri tra manifestanti serbi e polizia kosovara – ha scritto Tajani su Twitter– Tra di loro 11 italiani, di cui tre in condizioni serie ma non in pericolo di vita. I militari italiani continuano ad impegnarsi per la pace».
Crosetto: “vicinanza e pronta guarigione ai militari”
La Difesa e il ministro Guido Crosetto esprime “vicinanza e augurano una pronta guarigione ai militari Nato Kfor italiani, ungheresi e moldavi rimasti feriti negli scontri in Kosovo”. È quanto scritto su Twitter dal ministero della Difesa.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/GEORGI LICOVSKI