Individuate proprietà antivirali nel gene BTN3A3
Secondo una ricerca dell’MRC-University of Glasgow Centre for Virus Research durata 6 anni, in tutti noi è presente un genere in grado di prevenire l’influenza aviaria.
Il gene, chiamato con la sigla BTN3A3, può essere trovato nei polmoni e nella parte superiore dell’apparato respiratorio ovvero nel punto dove si replicano i virus influenzali. BTN3A3 era già stato individuato dagli scienziati, ma soltanto ora sono state scoperte le abilità antivirali che possiede. Queste sono apparse per la prima volta 40 milioni di anni fa nei primati.
La resistenza al gene
Ci sono delle mutazioni genetiche che permettono ai virus dell’influenza in questione di sfuggire agli effetti del gene arrivando quindi a infettare le persone. Le pandemie influenzali, nessuna esclusa, sarebbero il risultato di ceppi virali mutati e diventati resistenti a BTN3A3. È una scoperta importante per capire il potenziale pandemico che ha immediati impieghi pratici grazie a test svolti su maiali, pollame, uccelli e altri animali suscettibili di influenza aviaria.
«Adesso, quando troviamo casi di influenza aviaria, possiamo tamponare uccelli malati, carcasse o feci e scoprire se il virus può superare il gene BTN3A3. Se il virus può in effetti superare BTN3A3, allora dovrebbero essere messe in atto misure più rigorose per prevenire i salti di specie», ha detto al The Guardian la dottoressa Rute Maria Pinto, creatrice principale dello studio.
Primo caso di aviaria nel 1997
L’aviaria è una malattia degli uccelli che viene prodotta da un virus influenzale di tipo A (H5N1). Venne individuata in Italia per la prima volta più di un secolo fa.
Diverse volte ci sono stati dei salti di specie con ceppi virali che hanno trasmesso la malattia agli esseri umani. Il primo caso di infezione umana da H5N1 fu registrato a Hong Kong nel 1997. Nel 2003 esplose una vera e propria epidemia nel Sudest asiatico: da quel momento 873 casi di infezione sono stati riportati all’Organizzazione mondiale della sanità. Di questi, 458 hanno causato la morte delle persone infettate.
La malattia si manifesta improvvisamente e quasi il 100% delle volte provoca una morte rapida.
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/EPA/Ecuadorian Ministry of Agriculture