Si vota anche per il rinnovo del Parlamento locale della Provincia autonoma della Voivodina e per le Amministrative in 65 Comuni
Oggi, domenica 17 dicembre, si sono aperti alle 7 di mattina i seggi per le elezioni parlamentari anticipate serbe, che vedono favorito il Partito del progresso (Sns, di ispirazione conservatrice) del presidente Aleksandar Vucic. Il rapporto che ha con la Russia di Putin è molto amichevole: Vucic lo considerato un modello e un alleato affidabile.
L’ultimo sondaggio, diffuso tre giorni fa, dava l’Sns al 44,6% dei consensi, seguito con il 23,6% dal movimento La Serbia contro la violenza, principale cartello di opposizione, e con l’8,7% dal Partito socialista serbo (Sps) del ministro degli Esteri Ivica Dacic. Altre tre formazioni minori supererebbero la soglia di sbarramento del 3% per l’accesso al Parlamento unicamerale di 250 seggi.
Opposizione, Djilas: “difendere la volontà politica con tutti i mezzi democratici”
Vucic, dopo aver votato oggi a Belgrado ha detto: «quando dico vittoria convincente, credo che la lista dell’Sns sarà vicina alla maggioranza assoluta o avrà la maggioranza assoluta».
Ha votato anche Dragan Djilas, ex sindaco di Belgrado che è il principale leader de La Serbia contro la violenza. Lui ha auspicato che “gli elettori difenderanno la loro volontà politica con tutti i mezzi democratici, per vivere in un Paese normale e senza incertezze, senza criminalità e corruzione, senza prezzi alle stelle e nel quale si investa in istruzione e sanità, un Paese dal quale i giovani non siano costretti a emigrare”.
Oggi si vota anche per il rinnovo del Parlamento locale della Provincia autonoma della Voivodina (nord) e per le Amministrative in 65 Comuni, compresa la capitale Belgrado, dove le opposizioni nutrono le maggiori speranze di successo.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/ANDREJ CUKIC