EPA/ABIR SULTAN

Razzi dal Libano

Disordini a Tel Aviv.

Il capo della polizia si è dimesso dopo 33 anni di servizio, rassegnando le dimissioni senza rinunciare alla polemica e attribuendo la sua decisione al suo costante rifiuto di “spaccare le teste e spezzare le ossa” di quanti partecipavano alle manifestazioni contro il Governo. Ami Eshed, questo il nome, si riferisce al conflitto con il ministro per la sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, leader del partito di estrema destra ‘Potere ebraico’.

A seguire, diverse migliaia di dimostranti hanno occupato una grande arteria di Tel Aviv, la Ayalon, in solidarietà con Eshed.

Nel testo completo in cui rassegna le dimissioni, Eshed scrive: “pago un prezzo personale insopportabile per la mia scelta di impedire una guerra fratricida. Avrei potuto ordinare un ricorso sproporzionato alla forza, dopo ogni manifestazione avrei potuto riempire di feriti il pronto soccorso dell’ospedale cittadino Ichilov. Per il mio approccio moderato sono stato estromesso dalla candidatura al comando della polizia e costretto a farmi da parte”.

Esplosioni al confine tra Libano e Siria

Intanto questa mattina sono state avvertite due esplosioni in un’area contesa del Libano meridionale, al confine tra il Paese e Siria e Israele.

Non è chiara la natura delle esplosioni né se siano state causate da razzi lanciati dal Libano.

Secondo quanto riporta LaPresse, “le esplosioni sono avvenute in un momento di alta tensione nella zona di confine a causa di due tende erette dal gruppo militante Hezbollah e per la costruzione da parte di Israele di un muro attorno alla parte libanese del villaggio di confine di Ghajar”.

di: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/ABIR SULTAN