Kevin McCarthy

Il successore di Pelosi Kevin McCarthy si ferma a 201 voti nonostante Trump abbia sollecitato i repubblicani a votarlo

Cambio di poltrone a Washington DC: ieri si è insediato il 118esimo congresso statunitense per la tradizionale cerimonia del giuramento e il voto per l’elezione dello speaker della Camera. Quest’ultima sarà dominata dai repubblicani dopo le elezioni di Midterm in cui hanno ottenuto 222 seggi.

Al momento è in dubbio chi prenderà il posto di Nancy Pelosi: il suo successore in pectore, Kevin McCarthy, non ha infatti i 218 voti necessari e per la prima volta in 100 anni saranno necessari forse più round di votazioni. L’ultima volta risale al 1923, quando il repubblicano Frederick Gillett fu rieletto al nono scrutinio.

Sono stati infatti solo 203 i voti conquistati da McCarthy, mentre il candidato democratico Hakim Jeffries ne ha avuti 212. 10 voti mancanti a McCarthy sono andati al deputato repubblicano Andy Biggs, (scelto dall’estrema destra del partito, capitanato da Paul Gosar) mentre altri 9 sono stati dispersi. Gli stessi voti si sono ripetuti anche nella seconda votazione, conclusa nuovamente con un flop per McCarthy.

Al terzo turno, infine, lo speaker in pectore ha raccolto solo 202 voti, 16 in meno della soglia necessaria, mentre i voti dei dissidenti del suo partito sono aumentati rispetto alle due precedenti votazioni, assegnando 20 voti al candidato degli ultra conservatori, Jim Jordan. Alla quarta chiama i voti sono addirittura diminuiti: 201, stesso numero ottenuto alla quinta votazione, mentre il Democratico Hukeeim Jeffries ne ha raccolti 212 e Byron Donalds 20.

Erano infatti una ventina i compagni di partito di McCarthy che non avevano rivelato anticipatamente come avrebbero votato, mentre cinque sono contro di lui a causa delle sue credenziali conservatrici. In alternativa potrebbe emergere il nome del deputato italo-americano della Louisiana Steve Scalise, più ideologico e più vicino alla destra, proiettato per ora a diventare leader della maggioranza alla House.

Dopo il flop di McCarthy, l’ex presidente Donald Trump ha rotto il silenzio e ha invitato i repubblicani dell’ala più radicale e conservatrice del partito a votare per lui con un post sul social Truth. Dalla Casa Bianca arriva il commento del presidente Biden che definisce l’impasse “non un mio problema” e “imbarazzante”. Biden ha poi aggiunto che quello in scena alla Casa Bianca “non è un bello spettacolo” per il Paese e ha auspicato che i repubblicani “si mettano d’accordo”.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/MICHAEL REYNOLDS