elezioni friuli venezia giulia

Affluenza ancora in calo al 45%. Meloni: “mai preso in considerazione una sconfitta”

Tornata elettorale in Friuli-Venezia Giulia dove, nonostante i rinnovati appelli, sembra confermarsi il trend già visto alle ultime tornate con un’affluenza decisamente al ribasso. Gli elettori erano chiamati a rinnovare il presidente e il Consiglio regionale, oltre ai sindaci di 24 Comuni fra cui Udine. Eppure alle 23 di domenica 2 aprile l’affluenza ai seggi si fermava al 34,95%.

I seggi hanno chiuso alle 15 di lunedì 3 aprile, con il dato definitivo dell’affluenza leggermente in rialzo rispetto al giorno precedente al 45%. Si tratta comunque di un valore in calo rispetto al 2018 quando, tenendo anche presente che in quell’occasione si era votato in una sola giornata, aveva votato il 49,65% degli aventi diritto.

Le elezioni avranno un significato politico anche a livello nazionale, con il centrodestra che spera in una riconferma dei segnali positivi delle tornate in Lazio e Lombardia e il centrosinistra che porta il Pd di Schlein al primo banco di prova.

Elezioni in Friuli: le proiezioni

Una volta chiuse le urne, si parte con lo scrutinio delle regionali chiamate a rinnovare presidente e Consiglio. Seguirà lo spoglio delle amministrative.

Stando alle prime proiezioni, si va verso una riconferma del presidente uscente Massimiliano Fedriga, candidato leghista del centrodestra che si assesterebbe fra il 61 e il 65% delle preferenze. Il candidato di centrosinistra Massimo Moretuzzo sarebbe fermo nella forbice 28/32%. Seguono a distanza Alessandro Maran (Terzo Polo), fra il 3 e il 5% e Giorgia Tripoli (Insieme liberi), dal 2 al 4%.

«Direi che Massimiliano Fedriga ha lavorato molto bene in questi anni – è il commento a caldo di Giorgia Meloni dal Vinitaly. – Non ho mai preso in considerazione l’ipotesi di una sconfitta».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ALICE FUMIS