SIMONETTA CESARONI

In un’informativa i militari hanno scritto che il figlio del portiere dello stabile di via Poma sarebbe il principale sospettato per l’omicidio della giovane. La pm, però, aveva chiesto l’archiviazione perché ritiene si tratti di “ipotesi e suggestioni”. Il legale: “Vanacore è sconcertato”

Secondo i carabinieri Mario Vanacore, figlio del portiere dello stabile di via Poma Pietrino, sarebbe il principale sospettato dell’omicidio di Simonetta Cesaroni, avvenuto il 7 agosto 1990. È quanto hanno scritto i militari in un’informativa consegnata alla Procura di Roma che, però, lo scorso 13 dicembre ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, avviata due anni fa dopo un esposto della famiglia di Cesaroni.

In base alla ricostruzione dei carabinieri, pubblicata sul sito de La Repubblica, il pomeriggio del 7 agosto 1990 Mario Vanacore si sarebbe recato negli uffici di via Poma, dove Cesaroni lavorava come segretaria contabile per l’ufficio degli Alberghi per la Gioventù, per fare delle telefonate. Dopo aver incontrato inaspettatamente la giovane, l’avrebbe portata “nella stanza del direttore” – dove fu ritrovato il corpo – e avrebbe cercato di violentarla, ma Cesaroni sarebbe riuscita a colpirlo e a ferirlo. Allora, secondo, i militari “l’uomo reagisce, sferrandole un violento colpo al viso che la stordisce e la fa cadere a terra” poi Mario Vanacore “si impossessa dell’arma del delitto e a cavalcioni della ragazza, supina a terra, la colpisce per ventinove volte”.

Secondo i carabinieri i genitori di Mario Vanacore, Pietrino e Giuseppa De Luca, lo avrebbero coperto e avrebbero mentito agli investigatori durante le indagini, facendo il nome del datore di lavoro della giovane, Salvatore Volponi.

La pm Gianfederica Dito aveva chiesto l’archiviazione, ritenendo che la ricostruzione fosse “fondata su una serie di ipotesi e suggestioni che, in assenza di elementi concreti di natura quantomeno indiziaria, non consentono di superare le forti perplessità sulla reale fondatezza del quadro ipotetico tracciato”.

Pietrino Vanacore fu arrestato pochi giorno dopo l’assassinio della 20enne e fu, poi, prosciolto dall’accusa di omicidio. È morto suicida nel 2010.

L’avvocato: “Mario Vanacore è sconcertato, valuteremo iniziative a sua tutela”

Il legale di Mario Vanacore Claudio Strata ha dichiarato all’Adnkronos: «Ho sentito Mario Vanacore ed è molto sconcertato. Sconcertato anche di essere dopo 33 anni ancora al centro dell’attenzione. In primavera avevamo fatto una denuncia-querela a Milano per chiedere di mettere fine alle illazioni sul suo conto. Attendiamo gli sviluppi delle indagini e poi valuteremo le iniziative a sua tutela».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA

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