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Nei confronti di Imamoglu anche un’interdizione dall’attività politica che potrebbe complicare la sua partecipazione alle elezioni in primavera

Due anni e 7 mesi di carcere: tanto dovrà scontare il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, condannato per aver insultato dei membri del Consiglio elettorale supremo della Turchia.

Una condanna salata per il primo cittadino, che comprende anche un’interdizione dell’attività politica che potrebbe costargli l’incarico da sindaco. Nel frattempo, Imamoglu ha già annunciato che farà ricorso contro la condanna, dunque è molto probabile che per il momento resterà al suo posto.

Membro del Partito popolare repubblicano e leader dell’opposizione a Erdogan, Imamoglu è uno dei socialdemocratici laici più influenti nel Paese, tanto che il responso dei giudici ha attirato sotto agli edifici del Comune almeno quattromila manifestanti accorsi in suo sostegno.

La sentenza, attaccata come ingiusta e politicamente pilotata, riguarda una frase pronunciata da Imamoglu nel 2019, dopo la seconda vittoria consecutiva alle elezioni amministrative per eleggere il sindaco di Istanbul. In quell’occasione, Erdogan aveva annullato il voto avanzando forti pressioni sulla commissione elettorale, i cui membri sono poi stati definiti “folli” da Imamoglu.

L’espressione “folle” oggetto della condanna, peraltro, era già stata attribuita allo stesso sindaco dal ministro dell’Interno Suleyman Soylu.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/SEDAT SUNA