L’attore ritratto in copertina su Liberation con lo strillo dello scandalo. Valeria Bruni Tedeschi: “indignata di vedere il principio della presunzione di innocenza calpestato”
Scandalo nel mondo del cinema: l’attore Sofiane Bennacer, protagonista di Les Amandiers (Forever Young) di Valeria Bruni Tedeschi, è accusato di stupro da almeno due ex, secondo Liberation.
Patrick Sobelman, uno dei due produttori del film, “ha assicurato venerdì che la produzione non sapeva nulla delle presunte azioni di Sofiane Bennacer prima di reclutarlo”, come riporta Le Parisien. L’attore, intanto, è stato escluso dalla lista dei Cesar 2023.
A difendere l’attore ci pensano la regista Bruni Tedeschi e l’attrice Carla Bruni.
La regista dichiara: «oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Sono stata io stessa vittima di abusi durante la mia infanzia e conosco il dolore di non essere stata presa sul serio. Ciò non mi impedisce, tuttavia, di essere sbalordita, leggendo Libération di oggi, di vedere il trattamento riservato a un giovane uomo oggetto di un’indagine penale in corso, senza alcun rispetto per le persone che stanno lavorando su questa indagine, né per il principio di presunzione di innocenza. Sono rimasta artisticamente impressionata da Sofiane Bennacer sin dal primo secondo del casting del mio film e ho fortemente voluto che ne fosse l’attore principale nonostante le voci che circolavano, di cui ero a conoscenza. I produttori mi hanno espresso timori e riserve, ma gli ho comunicato che queste voci non dovevano mettere in discussione questa scelta. Mi assumo la piena responsabilità della mia scelta».
Bruni Tedeschi poi aggiunge di aver saputo “successivamente che era stata presentata una denuncia“. «Le riprese erano allora iniziate, e cambiare attore avrebbe creato ostacoli giuridici insuperabili – spiega. – Questa mattina, sono indignata nel vedere che un giornale come Libération possa calpestare a tal punto il principio della presunzione di innocenza e mettere in prima pagina la foto di un giovane uomo con del sangue sulle mani. Questa scelta editoriale non è secondo me altro che un puro linciaggio mediatico. Abbiamo effettivamente una relazione amorosa, ma questo rapporto è iniziato molto dopo la fine delle riprese, ed è basato su un’amicizia profonda».
Una simile critica a Liberation viene mossa da Carla Bruni che sui social scrive: «uno dei fondamenti della nostra democrazia è la presunzione di innocenza. Senza la presunzione di innocenza, tutta la giustizia è incerta, discutibile e forse corrotta. Libé ci ha dato lezioni di moralità per 40 anni, ma la presunzione di innocenza gli è ovviamente del tutto estranea. Condannare sulla prima pagina di un giornale, al giorno d’oggi, significa condannare del tutto. È crocifiggere qualcuno, senza nemmeno sapere cosa sia realmente. Significa violare uno dei fondamenti delle nostre democrazie. Sono solidale con tutte le donne per principio, impegnata e inflessibile nel difendere tutte le vittime e la loro lotta, perché ci sono stati così tanti abusi, c’è stata così tanta impunità per tanto tempo e i responsabili sono stati puniti così raramente. Ma la femminista che sono sempre stata, oggi vuole dire che non si allevia il dolore delle vittime creando nuove vittime in modo selvaggio e casuale e altrettanto ingiusto. Vergognatevi Liberation: quando crocifiggete qualcuno sulla vostra prima pagina senza sapere se è davvero colpevole, vi fate beffe della democrazia. È tutto il giornalismo ad essere messo in discussione, tutto il valore dell’informazione, tutto il valore della giustizia e della verità».
«Mi pento di avervi comprato, l’ho fatto perché pensavo che rispettaste l’umanità, credevo ingenuamente che foste il giornale che difendeva l’oppresso, lo sconosciuto, la vittima della vita, colui che è solo contro il branco, ma siete il contrario: siete solo un povero organo dell’establishment che credevate di combattere. Rinneghi i tuoi stessi valori, rinneghi tutto ciò in cui credevi e in cui io credevo con te. Il mio sostegno totale e assoluto a mia sorella», aggiunge ancora.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/Gareth Cattermole/Getty Images