Psoe e Junts hanno trovato una quadra per la fiducia a Sanchez. Proteste contro la sede del Psoe

Dopo l’accordo tra il Partito Socialista spagnolo e la formazione secessionista catalanista Junts per Catalunya per la formazione del nuovo Governo, Sanchez ha incassato anche l’appoggio del Partito Nazionalista Basco, il patto verrà firmato oggi alle 11. Il socialista si è dunque garantito la maggioranza assoluta dei seggi al Congressi, perciò ora si va verso l’investitura come premier che potrebbe arrivare tra il 15 e il 16 novembre.

Una delle condizioni dell’accordo è l’impegno a promuovere la leggere sull’amnistia a favore degli indipendentisti catalani con cause giudiziarie aperte.

L’ultimo tassello mancante era l’accordo con il Partito Nazionalista Basco: il 10 novembre il leader Andoni Orduzar ha però siglato un’intesa nel Congresso. Ora Sanchez ha davvero tutti e 179 i voti necessari per essere eletto premier, un dato ormai praticamente certo.

Amaro il commento del leader del Partito popolare spagnolo Feijòo, che dichiara: «la Spagna ha perso, gli indipendentisti stanno vincendo e il Psoe è sparito».

L’accordo è stato accolto anche da durissime proteste. Per tutto il pomeriggio del 9 manifestanti hanno protestato a Madrid, vicino alla sede nazionale del Psoe. Le proteste sono poi sfociate in tafferugli con il lancio di oggetti, petardi e bengala da parte di alcuni elementi. La polizia ha risposto con cariche sulle prime file. 24 gli arresti eseguiti e 7 poliziotti feriti, nessuno in modo grave, il bilancio riferito a LaPresse da fonti della delegazione del governo a Madrid.

di: Micaela FERRARO

aggiornamento di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ EPA/FERNANDO VILLAR