Due uomini hanno calpestato e dato alle fiamme le prime pagine del testo sacro dell’Islam. Il premier Kristersson pensa a misure per “rafforzare la sicurezza nazionale”
Condanna da parte dell’Unione Europea agli ultimi roghi del Corano nel Nord Europa.
Un portavoce ha ribadito: «l’Ue è stata molto chiara nel condannare i roghi del Corano e dei libri sacri in generale. L’Ue è un luogo dove viene garantita la libertà di religione. Manifestazioni di razzismo e islamofobia non trovano spazio e sono contrari ai nostri valori».
Destra danese chiede referendum
La destra danese ha lanciato una proposta per indire un referendum per votare sulla proposta di legge del governo di centro-sinistra che vieterebbe il rogo di Corani e altri testi sacri.
Pernille Vermund del partito conservatore Nye Borgerlige, citata dal quotidiano Berlingske, ha dichiarato: «la libertà di parola e il diritto di criticare religioni è un principio fondamentale per il nostro modo di vivere assieme».
In Danimarca per indire un referendum sono necessari 60 parlamentari a favore, ma i due partiti contano solo 10 seggi, quindi dovranno fare affidamento sul sostegno di parlamentari di altri partiti per raggiungere il numero necessario a indire la consultazione popolare.
Ritirate le richieste di manifestare
Dopo quanto accaduto ieri, tre richieste di manifestazioni di protesta in Svezia (durante le quali si intendeva bruciare il Corano) sono state ritirate. Le ha ritirate lo stesso richiedente, Salwan Momika, che aveva già dato fuoco pubblicamente a copie del Corano in due occasioni a Stoccolma nel mese di luglio. Le motivazioni del ripensamento di Momika non sono note.
L’ultima manifestazione con il rogo a Stoccolma
Davanti alla sede del parlamento a Stoccolma, in Svezia, due uomini hanno preso a calci, calpestato e dato fuoco alle prime pagine del Corano. Stando a quanto riferito da The Local i due manifestanti sono Salwan Momika e Salwan Najem.
Secondo l’agenzia TT, 15 contro-manifestanti avrebbero urlato contro Momika e Najem.
«Continuerò a bruciare questo fino a quando non bandiranno il Corano – ha dichiarato Najem – cosa c’è di illegale? È solo un pezzo di carta. Sai quante minacce abbiamo ricevuto? Solo per un pezzo di carta».
Najem aveva già dato fuoco al testo sacro dell’Islam fuori dalla Grande Moschea di Stoccolma il primo giorno della festività islamica di Eid al-Adha, mentre il 20 luglio scorso aveva calpestato e strappato una copia del Corano davanti all’ambasciata irachena a Stoccolma.
«In Svezia, abbiamo già iniziato ad analizzare la situazione legale, inclusa la legge sull’ordine pubblico – ha dichiarato il primo ministro svedese Ulf Kristersson – con lo scopo di esplorare la portata di misure che rafforzerebbero la nostra sicurezza nazionale e la sicurezza degli svedesi in Svezia e all’estero».
di: Francesca LASI
aggiornamenti: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/EPA/YAHYA ARHAB