Stoltenberg

Il segretario è stato visto omaggiare i soldati ucraini caduti nella piazza centrale di Kiev

Il segretario generale della Nato è arrivato a Kiev.

Jens Stoltenberg, scrive su Twitter il Kyiv Independent, pubblicando alcune foto, “è stato visto da un giornalista indipendente di Kiev la mattina del 20 aprile mentre rendeva omaggio ai soldati ucraini caduti in piazza San Michele“.

La visita di Stoltenberg non era stata annunciata e nella capitale ucraina il segretario ha dichiarato: «il posto dell’Ucraina è nella famiglia euro-atlantica. Il posto dell’Ucraina è nella Nato. E nel tempo, il nostro sostegno contribuirà a renderlo possibile». Secondo Stoltenberg l’iniziativa per portare gli equipaggiamenti militari ucraini agli standard della Nato è “una testimonianza dell’impegno a lungo termine della Nato nei confronti dell’Ucraina“.

«Non sappiamo quando questa guerra finirà, ma sappiamo che l’aggressione russa è un modello tossico che deve essere fermato – ha tuonato il segretario della Nato. – Dobbiamo quindi continuare a rafforzare le forze armate ucraine. E dobbiamo garantire che siano in vigore accordi solidi e potenti per la sicurezza dell’Ucraina». Stoltenberg ha poi incontrato il presidente Volodymyr Zelensky e ha visitato Bucha, rendendo omaggio ai caduti della guerra, e ha elogiato le iniziative ucraine in materia di ricostruzione post-bellica, spiegando che “la vostra determinazione a combattere l’aggressore, a liberare la vostra terra e a lavorare per un futuro più luminoso mi dice molto chiaramente che l’Ucraina prevarrà

Intanto il portavoce dell’aeronautica ucraina, Yuri Ignat ha spiegato che il lampo che è stato visto ieri in Ucraina e in Bielorussia sarebbe stato provocato da un meteorite e non dal satellite Rhessi. «Questo lampo è stato visto anche in Bielorussia – ha dichiarato Ignat. – Pertanto, non è stato così facile trovare detriti. Penso che i servizi speciali si occuperanno di questo, ma forse questo corpo, un meteorite, è bruciato nell’atmosfera».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/SERGEY DOLZHENKO