Le emissioni di gas naturale potrebbero averne causato la morte
«In passato si potevano trovare una o due foche, ma mai così tante… Dovrebbe esserci un’inchiesta» dice Gadzhi Abdulabekov, 45 anni, a Reuters.
Gli abitanti della regione del Daghestan, in Russia, sono sotto shock per la quantità di corpi di foche arenati lungo le coste del Mar caspio. Sono almeno 2.500. Gli esperti dell’Agenzia federale per la pesca della Federazione russa hanno dato inizio ad indagini per ispezionare la costa ad avere dati da studiare in laboratorio.
Fino ad ora non sono state identificate tracce che facessero pensare a morti causate da reti da pesca ma neanche da emissioni di gas.
Svetlana Radionova, dell’Agenzia di controllo delle risorse naturali Rosprirodnadzor, racconta all’emittente pubblica russa che la possibile ragione della morte delle foche è l’ipossia. L’ipotesi principale è quella secondo cui le emissioni di gas naturale possano aver abbassato i livelli di ossigeno. Su questo si sta indagando.
Una strage analoga, dice Radionova, si era già verificata in Azerbaigian nel 2000.
Le foche del Mar Caspio sono nell’elenco delle specie in via d’estinzione. Sono tra le più piccole al mondo e si trovano solo in questo specifico territorio.
di: Alice GEMMA
FOTO: PIXABAY