I diversi modi di meditare hanno, secondo una ricerca, gli stessi punti in comune
Se siamo stressati, dobbiamo fare meditazione, è questo quello che consigliano. Ed in effetti l’interruzione delle attività quotidiane, legate a fretta e frenesia, è già un buon passo verso l’acquisizione di equilibrio.
Anche la scienza riconosce diversi benefici dati dal silenzio della mente. Paragonando gli studi scientifici sulla meditazione trascendentale in un’analisi comparativa realizzata da Alberto Perez-De-Albeniz e Jeremy Holmes, è emerso che tutti i metodi di meditazione avevano gli stessi punti in comune: un miglioramento della capacità di rilassamento, una più alta capacità di concentrazione, la sospensione dei processi di pensiero logico e razionale, e una migliore attitudine alla autocoscienza e alla auto-osservazione. Questo studio è stato pubblicato sull’International Journal of Psychotherapy.
Cos’è la meditazione?
Meditare è una pratica attraverso la quale si prova a raggiungere una più alta padronanza delle attività della mente allontanando così pensieri negativi e raggiungendo uno stato di quiete che dovrebbe poi costituire il nostro stato naturale.
La meditazione può avere diversi scopi: spirituale, filosofico, religioso e contemplativo, ma può anche servire banalmente ad avere un miglioramento delle nostre condizioni psicofisiche. Da ormai diversi secoli, tutte le religioni la ritengono una pratica da integrare alle attività umane. Negli ultimi anni, le scienze psicologiche la ritengono un modo per arrivare alla pace intima, o uno stato della coscienza al quale si giunge indirizzando volontariamente l’attenzione verso un certo oggetto o svuotando la mente dalle preoccupazioni e dai pensieri.
È quindi una pratica proficua al nostro benessere e alla salute psicofisica: la parte migliore è che ognuno può scegliere quella che sente più vicina a sé.
di: Alice GEMMA
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