“Sono stanca, mi state portando alla morte” ha scritto la 19enne sui social
È stata respinta, oggi, 30 agosto, dal tribunale del Riesame l’istanza di scarcerazione che era stata presentata dal difensore di Christian Maronia, uno dei 7 ragazzi arrestati con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di una ragazza di 19 anni, la notte del 7 luglio, in un cantiere abbandonato del Foro Italico a Palermo.
Come per gli altri tre arrestati ad inizio luglio, Angeo Flores, Christian Barone e Gabriele Di Trapani, il Riesame ha confermato la custodia cautelare in carcere. Fino a questo momento tutte le istanze di scarcerazione presentate sono state respinte.
È la seconda volta in meno di un mese che il ragazzo cambia avvocato. Il suo difensore di fiducia Alessandro Musso ha rimesso il mandato ufficialmente perché “è venuto assolutamente meno il rapporto di fiducia con il mio assistito” ha detto fuori da palazzo di giustizia. Questa decisione è avvenuta perché i familiari dell’indagato avrebbero nominato, senza nessun avviso, un nuovo legale, Giuseppe Farina.
Già subito dopo l’arresto il 18 agosto i familiari del giovane avevano sostituito l’avvocato d’ufficio con Musso.
Garante Privacy apre istruttoria su alcuni siti web
Il Garante della Privacy ha aperto un’istruttoria nei confronti dei siti che hanno diffuso le generalità della vittima.
Il Garante della protezione dei dati personali, inoltre, si riserva di avviare provvedimenti ritenuti necessari e di informarne l’autorità giudiziaria in merito alle valutazioni di competenza. «Nonostante le regole deontologiche dei giornalisti – si legge in una nota dell’Autorità – impongano chiaramente di rappresentare fatti di cronaca di questa gravità senza indugiare in dettagli che possano portare a individuare le vittime di violenza, si sono registrati diversi casi in cui l’informazione è stata da subito caratterizzata da un eccesso di particolari e da una morbosa attenzione sulla vicenda».
La vittima: “sono stanca, mi state portando alla morte”
La 19enne vittima della violenza è stata trasferita in una comunità protetta, in cui le verrà offerta anche la possibilità di lavorare. Le voci non si plancano e quindi la vittima si sfoga sul web.
“Sono stanca mi state portando alla morte“. La giovane ha risposto infatti sul suo canale social ad un commento che la accusa di essere stata consenziente. “Io stessa anche senza questi commenti non ce la faccio più, non ho più voglia di lottare né per me né per gli altri. Non posso aiutare nessuno se sto così. Non serve a nulla continuare, pensavo di farcela ma non è così. Se riesco a farla finita porterò tutti quelli che volevano aiutarmi sempre nel mio cuore”, ha scritto.
di: Alice GEMMA
aggiornamenti di: Francesca LASI
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