EPA/ANTON MATROSOV

Nessun commento dal Cremlino sullo schianto del jet con a bordo anche il fondatore Utkin. Il gruppo Telegram ai mercenari: “non fate nulla di stupido”

La morte di Prigozhin è stata confermata dall’agenzia federale del trasporto aereo russo, ma dal Cremlino tutto tace ancora. Nessuna menzione delle 10 vittime che si trovavano a bordo dell’aereo schiantatosi al suolo dal presidente Putin che ieri ha presenziato alle celebrazioni per l’80esimo anniversario della battaglia di Kursk nella seconda guerra mondiale. In questa occasione il leader russo ha ringraziato “tutti i nostri soldati che combattono con coraggio e risolutezza“.

Fra le vittime identificate anche Dmitry Utkin, braccio destro e “vero fondatore” del gruppo guidato da Prigozhin, dalle rinomate forti simpatie per il Nazismo. Utkin, ex ufficiale dell’intelligence militare russa (gru) aveva combattuto in Cecenia, Siria e nell’Ucraina orientale.

Nel frattempo davanti al quartier generale della Wagner a San Pietroburgo è sorto un memoriale spontaneo con stemmi del gruppo, fiori rossi e candele.

Una fonte del gruppo ha riferito ad Al-Jazeera che è stato ritrovato il telefono di Prigozhin fra le macerie dell’incidente, a riprova del fatto che fosse a bordo del jet, anche se l’identificazione del suo corpo non è ancora avvenuta. I corpi rinvenuti non sono riconoscibili e sarà necessario il test del dna per la loro identificazione.

Le ipotesi dello schianto

Mentre si aspettano gli esiti di indagini ufficiali circolano già le prime ipotesi sulla causa dello schianto del jet. La più accreditata ritiene che sia stata posta una bomba a bordo, forse nel vano del carrello di atterraggio. Una tesi accreditata dal fatto che la coda dell’aereo è stata ritrovata a cinque km dalla fusoliera dell’aereo, divelto in due. Secondo il Wall Street Journal, non sembra che l’aereo su cui viaggiava sia stato colpito da un missile terra-aria. Anzi, le valutazioni preliminari suggeriscono che una bomba sia esplosa sull’aereo o che ci sia stata qualche altra forma di sabotaggio.

Un’altra ipotesi riguarda una possibile avaria del mezzo. La società brasiliana Embraer ha dichiarato che non prestava assistenza al velivolo dal 2019: «la compagnia ha rispettato e continua a rispettare le sanzioni internazionali imposte alla Russia, che hanno portato alla sospensione della manutenzione degli aeromobili dal 2019».

Le reazioni internazionali alla morte di Prigozhin

La notizia ha suscitato reazioni e commenti in tutto il mondo. Il portavoce del Governo francese Olivier Veran ha sollevato “ragionevoli dubbi” sulle condizioni dello schianto del jet di Prigozhin e, in merito ad un possibile coinvolgimento di Putin, afferma che “in linea di principio è una verità che può essere stabilita“.

Intervistato dalla Cnn, l’ex segretario alla Difesa Usa ed ex direttore della Cia Leon Panetta guarda al post-Prigozhin nella Wagner «penso che saranno molto preoccupati di permettere a questi ragazzi di continuare a operare da soli» spiega, avanzando l’ipotesi che Mosca voglia affermare il controllo sul gruppo di mercenari “in Africa, in Asia e ovunque si trovino“.

Intanto Volodymyr Zelensky ha detto che Kiev “non ha nulla a che fare” con la morte di Prigozhin sostenendo che “tutti si rendono conto di chi c’entra qualcosa“, come riporta l’Ukrainska Pravda.

Dal canale Telegram del gruppo Wagner arriva un annuncio a tutti i combattenti: «fratelli! Al momento, stiamo aspettando informazioni dai nostri comandanti. Non saltate alle conclusioni! Ora siamo tutti in preda alle emozioni, ma dobbiamo mantenere il controllo. Non fate nulla di stupido…».

di: Marianna MANCINI

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/ANTON MATROSOV