L’attaccante e l’ex presidente della Juventus sono chiamati a testimoniare al processo sul cosiddetto “esame farsa” sostenuto da Suarez nel 2020
È previsto mercoledì 11 gennaio l’inizio del processo sull’ “esame farsa” sostenuto il 17 settembre 2020 da Luis Suarez per ottenere la cittadinanza italiana. Il calciatore, insieme ad Andrea Agnelli, è chiamato a testimoniare nel procedimento che vede imputati l’ex rettrice dell’università per Stranieri Giuliana Grego Bolli, il dg Simone Olivieri e la professoressa Stefania Spina. Suarez compare sia nella lista testi depositata dalle difesa, sia in quella depositata dalla procura.
L’attaccante, già ascoltato dai pm nel dicembre del 2020 come persona informata sui fatti, è stato chiamato dalle difese per riferire sul corso di preparazione dell’esame e sul suo svolgimento. Tra gli oltre trenta nomi nella lista testi della procura c’è anche quello di Andrea Agnelli, presidente dimissionario della Juventus, e dell’ex ministro Paola De Micheli.
Le accuse contestate ai tre imputati, Grego Bolli, Olivieri e Spina sono, a vario titolo sono di falso ideologico, rivelazione di segreto d’ufficio e falso materiale. Secondo l’accusa “l’esame-farsa” per il calciatore avrebbe portato “vantaggi patrimoniali” all’Università degli stranieri di Perugia, mentre i vertici dell’Università avrebbero agito per procurare all’Ateneo “il profitto derivante sia dal corrispettivo per l’iscrizione all’esame e per il corso on line di preparazione fornito al calciatore Suarez per un importo di 1.748 euro, nonché i vantaggi patrimoniali derivanti dalla prospettata attivazione di un rapporto convenzionale con la Juventus per future stabili collaborazioni nel settore della formazione linguistica di calciatori stranieri, anche del settore giovanile e dalla diffusione a livello internazionale dell’immagine dell’Ateneo, sui principali media nazionali ed esteri”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/Tolga Bozoglu