Milatovic montenegro

Il 36enne del Movimento Europa ora segna una vittoria schiacciante contro l’uscente Djukanovic, leader indiscusso dell’ultimo 30ennio

C’è aria di cambiamento a Podgorica dove il ballottaggio delle elezioni presidenziali ha visto Jakov Milatovic prendere il posto dell’uscente Milo Djukanovic. L’economista 36enne ha vinto con un netto vantaggio su un politico che ha dominato la politica montenegrina degli ultimi 30 anni, in qualità di 7 volte premier e due volte capo di Stato.

Anche se i risultati sono ancora parziali, Milatovic avrebbe vinto con il 60% delle preferenze. Per Djukanovic questa sconfitta è il prosieguo naturale di quanto avvenuto nel 2020 quando il Dps, il partito democratico dei socialisti, è finito per la prima volta in 30 anni di potere ininterrotto all’opposizione.

Milatovic è un novello della politica nazionale, cui si affaccia dopo aver studiato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, e guida il Movimento Europa ora (Pes). Nonostante una carriera meno solida alle spalle, Milatovic si è battuto aspramente contro la rielezione di Djukanovic che non ha esitato a definire “l’ultimo dittatore europeo“. Obiettivo della sua candidatura: “mandarlo in pensione” e riscrivere una “pagina nuova per il Montenegro“.

Un progetto che, in occasione del ballottaggio, ha trovato l’appoggio di tutti gli altri cinque candidati alle presidenziali, a riprova della voglia di cambiamento nel Paese.

In cima all’agenda c’è l’avvicinamento a Bruxelles: «nei prossimi cinque anni porteremo il Paese nella Ue – promette Milatovic. – Vogliamo i migliori rapporti con i Paesi vicini dei Balcani occidentali. Vogliamo occuparci dello stato di diritto, dell’economia e dell’integrazione europea. Queste sono le nostre priorità».

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/EPA/BORIS PEJOVIC