Russia: “è una chiara provocazione nello spirito della politica aggressiva degli Stati Uniti”

La tensione tra gli Stati Uniti e la Cina è molto alta e le due potenze continuano a fronteggiarsi sulla visita della Speaker della Camera Nancy Pelosi a Taiwan, in programma per oggi.

Dopo la partenza della speaker da Kuala Lumpur e in vista del suo arrivo a Taiwan è scattato un allarme bomba nell’aeroporto ma si è concluso con un nulla di fatto. Pelosi è atterrata a Taipei e ha rilasciato subito una dichiarazione alla stampa, dicendo di trovarsi nel Paese per dimostrare “l’impegno degli Usa a favore della democrazia”. È la prima volta in 25 anni che un’alta carica Usa si reca a Taiwan.

Pelosi ha spiegato le motivazioni del suo viaggio in un articolo uscito sul Washington Post. Le parole di Pelosi sono chiare: «dobbiamo stare al fianco di Taiwan che è un’isola di resilienza», la speaker sottolinea la preoccupazione dato che “questa vibrante, robusta democrazia, orgogliosamente guidata da una donna, è sotto minaccia“. Su Twitter la speaker scrive che la visita “a Taiwan onora l’incrollabile impegno dell’America nel sostenere la vivace democrazia taiwanese. Le nostre discussioni riaffermano il nostro sostegno al nostro partner e promuovono i nostri interessi condivisi, incluso il progresso di una regione indo-pacifica libera e aperta. La nostra visita è una delle numerose delegazioni del Congresso a Taiwan e non contraddice in alcun modo la politica di lunga data degli Stati Uniti“.

La polizia ha allestito importanti barricate di sicurezza davanti al Grand Hyatt Hotel di Taipei City. I media locali ipotizzano che la presidente della Camera e la delegazione che la accompagna arriveranno a Taiwan entro la serata e si fermeranno in questo albergo per la notte.

Secondo l’ambasciatore cinese alle Nazioni Unite, Zhang Jun, la visita della speaker “è molto pericolosa, minerebbe le relazioni tra Cina e Usa”. «Apparentemente una visita del genere è molto pericolosa, molto provocatoria – ha dichiarato Zhang Jun – Se una visita del genere si verifica, minerà anche le relazioni tra la Cina e gli Stati Uniti. La situazione a Taiwan sta cambiando con il supporto di alcune forze esterne. La tendenza di Taiwan verso l’indipendenza si sta ulteriormente sviluppando. Se non intraprendiamo azioni appropriate ed energiche per fermarla la situazione potrebbe essere persino fuori controllo. L’invito a Washington è di onorare il suo impegno per il principio della Unica Cina. Faremo tutto il possibile per difendere la nostra sovranità e integrità territoriale».

Ha rincarato la dose la portavoce del ministero degli Esteri, Hua Chunying, che ha aspramente criticato l’ipotesi di viaggio di Pelosi aggiungendo che Cina e Usa “hanno mantenuto i contatti a livelli diversi” nella speranza che “i funzionari americani capiscano l’importanza e la sensibilità del problema e quanto possa essere pericoloso”.

Nancy Pelosi ha visitato la Malesia per la seconda tappa del suo tour in Asia. Il programma prevede che dopo Kuala Lumpur, Pelosi di diriga a Seul, in Corea del Sud: la rotta dei voli commerciali sulla tratta segue la costa orientale di Taiwan, opposta quindi a quella della Cina, creando le condizioni migliori per uno scalo a Taipei con le minacce di risposta militare da parte di Pechino.

Ai microfoni della Cnn il portavoce della Sicurezza nazionale degli States, John Kirby, ha ribadito come non sia sostenuta “l’indipendenza di Taiwan” e che gli Usa rimangano “fedeli alla politica dell’Unica Cina”. Kirby ha però voluto sottolineare come sia “un suo diritto” quello di Pelosi di visitare Taipei e in questo “non c’è nessuna violazione della sovranità” cinese. Cnn ha intervistato anche l’ambasciatore cinese negli Stati Uniti Quin Gang che ha spiegato che “la visita della Speaker Nancy Pelosi viola la sovranità della Cina” e “alzerà le tensioni” tra Pechino e Washington.

Dal Pentagono arriva la notizia che quattro navi di guerra americana sono posizionate a largo di Taiwan. Le navi sono posizionate per esercitazioni standard ma la loro presenza, precisano le fonti, “potrebbe diventare una questione di sicurezza internazionale“. Il ministero della Difesa di Taipei ha reso noto che 21 aerei militari sono entrati nella zona di identificazione della difesa aerea di Taiwan.

È stato convocato in piena notte l’ambasciatore degli Stati Uniti in Cina dal ministero degli Affari esteri cinese. Ne dà notizia l’emittente cinese ufficiale Cctv: «nella notte del 2 agosto, al viceministro degli Esteri cinese Xie Feng è stato ordinato di convocare con urgenza Nicholas Burns, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Cina, a cui esprimere la forte protesta a nome del governo cinese per la visita della speaker Nancy Pelosi a Taiwan». Xie Feng avrebbe “affermato che Pelosi ha deliberatamente provocato e giocato con il fuoco, violando gravemente il principio dell’unica Cina“.

IL FRONTE DI TAIWAN

L’esercito di Taiwan ha dichiarato di essere “determinato, capace e fiducioso” di proteggere l’Isola dalle minacce della Cina: «stiamo preparando meticolosamente vari piani e le truppe adeguate saranno inviate per rispondere in linea con i regolamenti di risposta alle situazioni di emergenza e alla minaccia posta dal nemico», ha dichiarato il ministero della Difesa di Taipei.

Per tutta risposta la Cina ha sospeso l’import di beni alimentari da oltre 180 imprese di Taiwan. I media di Taipei hanno rimarcato che “l’improvvisa mossa delle dogane cinesi causerà un duro colpo” all’industria alimentare locale, tra agricoltura e pesca.

Sullo Stretto di Taiwan sono stati avvistati stamattina aerei da guerra cinesi mentre già nella giornata di ieri navi da guerra erano presenti in prossimità della linea di separazione.

Il ministero della Difesa cinese è tornato a sottolineare che verrà lanciata una serie di “operazioni militari mirate” in risposta alla visita di Nancy Pelosi a Taiwan. Dal comando orientale dell’Esercito popolare di liberazione arriva la notizia che verranno effettuate delle operazioni di tiro di artiglieria a lungo raggio e lanci di missili nel mare a est di Taiwan. Wu Gian, il portavoce del ministro della Difesa in una nota promette di “difendere risolutamente la sovranità nazionale e l’integrità territoriale e contrastare risolutamente le interferenze esterne e i tentativi separatisti” di Taiwan.

L’ufficio per Taiwan del Comitato centrale del Partito Comunista Cinese ha diffuso una nota nella quale si legge: «qualsiasi attività che cerchi l’indipendenza di Taiwan sarà schiacciata dalle potenti forze anti-secessione e pro-riunificazione del popolo cinese». La visita di Pelosi nella “regione cinese di Taiwan” segna “un’escalation nella collusione tra gli Stati Uniti e Taiwan“., una mossa che avrà “conseguenze serie. Viola gravemente l’integrità e la sovranità territoriale della Cina, viola gravemente il principio di una sola Cina e i tre comunicati congiunti Cina-Usa, intralcia seriamente il diritto internazionale e le norme basilari che governano le relazioni internazionali, rompe il serio impegno politico che gli Stati Uniti hanno preso nei confronti della Cina e manda un segnale gravemente sbagliato alle forze che cercano l’indipendenza di Taiwan. Ci opponiamo fermamente a questa mossa ed esprimiamo la nostra forte condanna e protesta. C’è una sola Cina nel mondo e Taiwan ne fa parte“.

LE REAZIONI INTERNAZIONALI

Da Berlino, la ministra tedesca degli Esteri ha dichiarato che non sarà accettata un’aggressione a Taiwan: «dobbiamo rendere chiaro che la comunità internazionale non accetta che un Paese più grande aggredisca il vicino più debole andando contro il diritto internazionale. E questo vale anche per la Cina. La brutale guerra di aggressione della Russia rende chiaro che le armi nucleari sono, purtroppo, un’amara realtà. Di questi tempi, l’impegno per la non proliferazione nucleare e la deterrenza nucleare non sono in contraddizione».

Non manca il commento russo, il ministero degli Esteri di Mosca ha diffuso una nota: «consideriamo la sua visita come una chiara provocazione nello spirito della politica aggressiva degli Stati Uniti di deterrenza globale nei confronti della Cina. Riteniamo che le relazioni tra le sponde dello Stretto di Taiwan siano una questione puramente interna alla Cina. La parte cinese ha il diritto di adottare le misure necessarie per difendere la propria sovranità e integrità territoriale nella questione di Taiwan», si legge.

di: Micaela FERRARO

aggiornamenti: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: EPA/MICHAEL REYNOLDS