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Il valore delle gare truccate ammonta a 700 milioni di euro

Giro di vite nella Sanità siciliana dove un presunto giro di tangenti ha portato a 10 fermi: gli indagati sono accusati di corruzione, turbata libertà degli incanti, turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente, riciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti. Tra loro, uno è in carcere, tre ai domiciliari, cinque hanno invece l’obbligo di dimora e presentazione alla polizia giudiziaria.

Tutti gli indagati sono manager pubblici e privati, dirigenti della Regione siciliana, e uno è un appartenente alle forze dell’ordine.

Le gare d’appalto contestate in tutto sono 6, il valore totale ammonta a circa 700 milioni di euro. Fra loro c’è quella del valore di 227,6 milioni di euro indetta per l’affidamento dei servizi di pulizia in ambito sanitario, nel cui contesto sarebbero emerse responsabilità di un pubblico ufficiale dell’Asp di Enna.

Ecco i nomi degli indagati come riportati da TgCom24: Giovanni Luca Vancheri di Caltanissetta, funzionario Asp di Enna indagato per corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, per cui è stato disposto il carcere. Agli arresti domiciliari invece Stefano Mingardi (classe 1965) avvocato di Trezzano sul Naviglio (Milano) indagato per riciclaggio ed emissione di fatture false; Loreto Li Pomi (classe 1963) di Palermo, luogotenente dei carabinieri, indagato per tentata turbata libertà degli incanti; Giuseppe Bonanno (classe 1977) di Caltanissetta, referente della società Althea s.p.a indagato per corruzione; Cristian Catalano (classe 1982) di Palermo anche lui referente della società Althea s.p.a, indagato per corruzione. Obbligo di dimora e di presentazione alla polizia giudiziaria per Luigi Giannazzo (classe 1966) di Catania, amministratore delegato della società Dedalus Italia s.p.a., indagato per corruzione; Giuseppe Gallina (classe 1968) di Carini (Palermo), amministratore della società Healtech s.r.l. indagato per riciclaggio ed emissione di fatture false; Alberto Vay (classe 1973) di Villarbasse (Torino), dirigente della società Vivisol s.r.l., indagato per turbata libertà degli incanti e corruzione; Claudio Petronio (classe 1955) di Molteno (Lecco), dirigente della società Vivisol s.r.l., indagato per turbata libertà degli incanti e corruzione; Massimiliano D’Aleo (classe 1975) di Altavilla Milicia (Palermo), referente della società Generay s.r.l., indagato per tentata turbata libertà degli incanti.

di: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/DANIELE CAROTTI