TAXI

La prossima settimana potrebbe essere discusso un decreto ad hoc in Consiglio dei ministri. Verso la stretta agli algoritmi dei voli

Continuano le discussioni sulla questione taxi.

Il governo, secondo quanto riferito da TgCom24, potrebbe introdurre nuove norme in un decreto ad hoc, che verrebbe discusso in Consiglio dei ministri la prossima settimana.

Stando alle prime indiscrezioni, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti potrebbe permettere ai sindaci di aumentare le licenze fino al 20% in più. L’aumento delle licenze, si legge, dovrebbe avvenire tramite un concorso straordinario bandito dai Comuni che prevede, come condizione obbligatoria al rilascio della licenza, l’utilizzo di veicoli non inquinanti.

«I Comuni possono rilasciare, in via sperimentale, a titolo gratuito o a titolo oneroso, licenze aggiuntive per l`esercizio del servizio di taxi per fronteggiare uno straordinario incremento della domanda legato a grandi eventi o a flussi di presenze turistiche superiori alla media stagionale – riporta la bozza – Le licenze, il cui numero è determinato in proporzione alle esigenze dell’utenza, hanno carattere temporaneo o stagionale e una durata comunque non superiore a dodici mesi prorogabili sino ad un complessivo periodo massimo di 24 mesi. Le predette licenze possono essere rilasciate esclusivamente in favore dei soggetti già titolari di licenze per l’esercizio del servizio di taxi».

Nei giorni scorsi l’Antitrust ha avviato un’indagine sulle criticità e i disservizi riscontrati a Roma, Napoli e Milano.

Cgil: “aumento licenze? I Comuni possono già farlo”

«Non mi sembra che sia una prerogativa che i Comuni già non abbiano oggi – ha dichiarato il segretario nazionale di Unica Cgil Taxi Nicola Giacobbe –  Non è un decreto che stabilisce quante sono le licenze. Sono sempre i Comuni che lo stabiliscono con una delibera comunale, non vedo la novità, la novità è che il governo interviene su una materia su cui non ha nessuna competenza, l’aumento delle licenze è competenza dei Comuni».

Verso stretta agli algoritmi dei voli

Stando a quanto riferito dall‘ANSA, nella bozza del decreto omnibus Asset e investimenti sarebbe presente anche una stretta sugli algoritmi che determinano i prezzi dei voli: potrebbe essere vietata in alcune condizioni la fissazione dinamica delle tariffe aeree in base al tempo della prenotazione.

Le condizioni sarebbero: se è applicata su rotte nazionali di collegamento con le isole; se avviene durante un picco di domanda e porta a un prezzo di vendita del biglietto o dei servizi accessori del 200% superiore alla tariffa media del volo. In alcuni casi potrebbe essere vietato fissare le tariffe in base alla profilazione web degli utenti o sul dispositivo usato, se questo comporta un pregiudizio.

Sarebbe previsto un tetto alle tariffe aeree praticabili in continuità territoriale con oneri di servizio pubblico: l’amministrazione competente fissa “i livelli massimi tariffari praticabili dalle compagnie aeree ove emerga il rischio che le dinamiche tariffarie possano condurre ad un sensibile rialzo legato alla stagionalità o ad eventi straordinari, nazionali o locali”. Il livello massimo tariffario dovrebbe essere indicato nel bando di gara.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI