I partiti ultra ortodossi durante le trattative per il governo, reazioni durissime delle opposizioni: “non siamo in Iran”
Di nuovo aria di tempesta nel parlamento israeliano. È stata infatti proposta dalla coalizione ultra ortodossa, quella che fa riferimento al partito Torah Unita e a Sionismo Religioso (guidato da Bezalel Smotrich) un progetto di legge per abolire la norma vigente, che che definisce illegale la separazione tra donne e uomini negli eventi pubblici in Israele.
In particolare, la mossa punta non solo a rimuovere l’attuale norma che impedisce la discriminazione, ma anche a prevenire quella che viene definita “persecuzione legale” da parte dell’autorità giudiziaria se la separazione viene praticata. Le comunità ultra ortodosse sono conosciute per la pratica, su base religiosa, di dividere gli spazi dedicati alle donne da quelli dedicati agli uomini. Ora però nei progetti dei promotori del disegno di legge l’abolizione dell’attuale legge deve valere anche per gli eventi culturali in cui sono coinvolti ortodossi, non solo religiosi. La richiesta ha suscitato un fuoco di sbarramento da parte dei partiti laici, trasversale a tutta la Knesset dal ramo destro a quello a sinistra. Il premier uscente Yair Lapid ha rifiutato la proposta citando le proteste di Teheran. «Mentre in quel Paese donne coraggiose lottano per i loro diritti – ha denunciato – in Israele Smotrich e gli ultra ortodossi nazionalisti stanno cercando di mettere le donne dietro le barriere e stabilire per legge la separazione tra uomini e donne. Dove sta il Likud? perchè rimane in silenzio? Questo non è l’Iran». Stessa reazione da parte dei Laburisti la cui leader Merav Michaeli ha attaccato Smotrich e i partiti religiosi.
La proposta rende ancora più difficile la creazione di un nuovo governo per il vincente, almeno sulla carta, Benjamin Netanyahu di Likud. Se infatti appoggiasse la proposta potrebbe mettersi contro, oltre a Lapid, anche Avigdor Liebermann che raccoglie ancora consensi, nonostante i risultati non entusiasmanti rispetto alle scorse urne, proprio tra parte del mondo ultra ortodosso ebraico di origine asjkenazita est-europea. Uno scenario trito e ritrito, visto che proprio l’impossibilità di trovare accordo tra Israel Beitenu, il partito di Liebermann, e gli ultra ortodossi nazionalisti, si sono consumate le varie crisi di governo che hanno spinto Israele per cinque volte alle urne. E però Netanyahu non può non tenere conto del grande balzo in avanti della destra ultra ortodossa e ultra nazionalista di Ben Gvir e Bezalel Smotrich.
di: Caterina MAGGI
FOTO:EPA/ABIR SULTAN