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Al momento sono 2.053 i morti

Il terremoto magnitudo 6.3 che ha dilaniato l’Afghanistan occidentale nella notte del 6 ottobre, ha provocato la morte di 2.053 persone, secondo gli ultimi dati, e la scia sismica non si è mai fermata. Nella quarta scossa che ha colpito la provincia di Herat sono rimaste coinvolte circa 20mila persone.

Nonostante le speranze di trovare sopravvissuti siano sempre meno si continua a scavare tra le macerie. Ali Mohammad, 50 anni, del villaggio di Nayeb Rafi, ha raccontato che “ci sono famiglie che non hanno più nessuno in vita. Non è rimasto nessuno, né una donna, né un bambino, nessuno”.

L’Onu ha reso noto che in 11 villaggi del distretto rurale di Zenda Jan sono state distrutte il “100%” delle case, secondo i dati dell’Oms 11.000 persone provenienti da 1.655 famiglie siano state colpite dal terremoto. Il bilancio dei morti ammonta a 1.300, i feriti sono 1.800, la maggior parte donne e bambini che si trovavano in casa al momento del crollo. I dati sono stati diffusi da Save The Children che ha comunicato che la scossa ha causato numerosi crolli e ha costretto le persone a lasciare le loro case ancora una volta, mentre già in migliaia vivono nelle tende, esposti alle intemperie naturali.

di: Flavia DELL’ERTOLE

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: EPA/SAMIULLAH POPAL