reperti archeologici

I beni, dal valore di svariate decine di milioni di euro, si trovavano negli Stati Uniti

Saranno in Italia fra poche ore 266 reperti archeologici di grande valore trafugati in Italia e finiti negli Stati Uniti.

Questi beni culturali, del valore commerciale di diverse decine di milioni di euro, saranno riportati nel Paese di cui costituiscono patrimonio identitario grazie ad un’indagine del Comando Tutela Patrimonio Culturale e alla preziosa collaborazione della procura distrettuale di Manhattan e la Homeland Security Investigations, una “cooperazione di impareggiabile efficacia nel mondo” come si evince dalla nota dei carabinieri dell’Arte.

I reperti abbracciano un periodo storico molto ampio, e vanno dall’età Villanoviana, nono/ottavo secolo avanti Cristo, fino all’età romana imperiale, primo-secondo secolo dopo cristo. Nel mezzo vi sono anche cimeli etruschi e della Magna Grecia.

Quanto alla provenienza dei reperti, 145 pezzi facevano parte della procedura fallimentare a carico di Robin Symes. Altri 65 appartenevano invece alla Menil Collection del Museum di Houston che però, una volta emersa la provenienza da scavi clandestini e l’esportazione illecita dall’Italia, li hanno spontaneamente restituiti.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ CARABINIERI