L’ex impiegata di una società di servizi postali approfittava della fiducia delle sue vittime per sottrargli soldi

La Corte d’Appello di Milano ha confermato la condanna per appropriamento indebito di denaro ad un’ex impiegata presso una società di servizi postali, che sottraeva direttamente dai libretti di risparmio di pensionati. Alla donna, che operava nel Varesotto, sono stati confiscati 177mila euro.

I giudici di secondo grado hanno parzialmente confermato quanto stabilito in primo grado, condannandola a tre anni e 6 mesi con aggiunta interdizione dai pubblici uffici in perpetuo e risarcimento danni.

L’impiegata, in quanto “specialista commerciale finanziaria”, interveniva liberamente sui libretti di risparmio e conti correnti dei propri clienti. Così, facendo leva su un rapporto di fiducia che instaurava con le sue “vittime”, perlopiù anziani, vedove e soggetti non in grado di gestire autonomamente le proprie finanze, un rapporto fiduciario.

Mentre il denaro veniva prelevato dai conti e trasferito su conti riconducibili a lei o ai suoi familiari, le ignare vittime le assicuravano il massimo della fiducia e addirittura la accoglievano in casa in alcuni casi.

La donna aveva anche attivato delle polizze, all’insaputa dei clienti, con lo scopo di ottenere un maggior premio di produttività.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ UFFICIO STAMPA CARABINIERI